Contenzioso appalti: le nuove regole partono il 27 aprile

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 84 del 12 aprile scorso del decreto legislativo 53/2010 in attuazione della direttiva europea (2007/66/CE) che modifica le procedure di ricorso in materia d’aggiudicazione degli appalti pubblici è arrivato, in pratica, un quarto correttivo al Codice dei contratti.

Le disposizioni contenute nel d.lgs. 53/2010 entreranno in vigore a partire dal 27 aprile prossimo hanno come scopo “il miglioramento dell’efficacia delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici”.
Il provvedimento fornisce nuove regole per la risoluzione dei contenziosi. In particolare è da segnalare una clausola di dilazione, grazie alla quale la firma del contratto potrà avvenire 35 giorni dopo l’aggiudicazione per consentire la presentazione di eventuali ricorsi.
Il decreto prevede però anche strumenti volti a snellire le procedure. Il tempo massimo per impugnare l’aggiudicazione di una gara, per esempio, è stato dimezzato e sarà di soli 30 giorni. Inoltre l’annuncio della lite sarà sufficiente a bloccare l’ente appaltante che non potrà più firmare il contratto sino alla decisione del giudice sulla richiesta di sospensiva.

Resta possibile il ricorso all’arbitrato, la cui disciplina viene comunque significativamente modificata. Il lodo potrà essere impugnato (nel periodo che va da 60 a 120 giorni dal deposito), oltre che per vizi formali, anche per violazione delle regole relative al merito della controversia, sono fissati criteri più rigorosi di incompatibilità per l’arbitro presidente e vengono posti limiti ai costi del giudizio arbitrale. In particolare, i compensi per l’intero collegio arbitrale, composto da presidente e due arbitri, non potranno superare i 100.000 euro: tale importo potrà essere adeguato ogni tre anni sulla base degli indici Istat.

Per dirimere eventuali contenziosi durante la fase di esecuzione del contratto, invece, dovranno essere preferiti dei mezzi alternativi. Gli enti pubblici, per esempio, dovranno verificare la possibilità di pervenire ad un “accordo bonario”; solo una volta esperito tale tentativo sarà possibile il ricorso giudiziario.

Decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163 (coordinato con il d.lgs. 53/2010), Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE

Decreto legislativo 20 marzo 2010 n. 53, Attuazione della direttiva 2007/66/CE che modifica le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE per quanto riguarda il miglioramento dell’efficacia delle procedure di ricorso in materia d’aggiudicazione degli appalti pubblici


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