Conergy: “Il futuro non è dei mega impianti”

Le potenzialità di crescita del fotovoltaico in Italia sono enormi e l’obiettivo della Grid Parity non è poi così lontano. Abbiamo parlato di questo e di altri temi di attualità e interesse per il settore con l’ingegner Francesco Fiore, responsabile Marketing e Sviluppo Business di Conergy, una delle realtà più importanti a livello internazionale e tra i protagonisti del panorama fotovoltaico italiano. La filosofia di Conergy, infatti, si riassume nel “fornire tutte le soluzioni per il fotovoltaico”, dal piccolo impianto residenziale da pochi kilowatt alla centrale multi-megawatt.

Ingegneri. Conto Energia 2011-2015, ormai ci siamo. Quali sono le vostre aspettative su quello che verrà?
Francesco Fiore. Come Conergy abbiamo lavorato in collaborazione con il GIFI per l’elaborazione della proposta presentata al Governo in questi giorni. Ci sentiamo dunque ben rappresentati e non c’è un grande timore per l’entità dei tagli alle tariffe, che peraltro sono già stati contemplati nella piattaforma prodotta dalle tre associazioni di settore.
Qualche sorpresa sulla politica tariffaria potrebbe venire, invece, per gli impianti di grandi dimensioni, per intenderci quelli superiori al megawatt.

Ingegneri. Siete tranquilli dunque?
FF. Conergy opera nel settore del fotovoltaico su tre ambiti. Quello del Business to Business, che riguarda la fornitura di componenti a piccoli e medi installatori di impianti fino ai 300 kW. Si tratta di un segmento nel quale l’operato di Conergy è consolidato e il Conto Energia continuerà a svolgere un’importante azione di sostegno. Ci aspettiamo una situazione simile anche per il secondo fronte sul quale siamo impegnati, quello degli impianti di taglia medio-grande, per lo più su capannoni industriali, dove forniamo un servizio di realizzazione “chiavi in mano”.
Come accennavo qualche sorpresa potrebbe venire dal versante dei grandi impianti, ma questo non ci preoccupa data la nostra presenza forte negli altri ambiti.

Ingegneri. Avete dei dubbi sullo sviluppo degli impianti su terra?
FF. I grandi impianti su terra svolgono un ruolo importante in questo momento. Aiutano infatti a “fare massa critica” e ad aumentare la potenza derivante da fotovoltaico, ma credo che il loro sviluppo possa continuare ancora solo per qualche anno.

Ingegneri. Per quale motivo?
FF. Per una duplice ragione: tecnologica e normativa. Da un punto di vista tecnico già ora la rete risulta intasata e occorrerebbero ingenti investimenti per potenziarla e garantire nuove grandi realizzazioni su terra; da un punto di vista normativo sarebbe necessario rendere più facile l’ottenimento dell’autorizzazione unica. In questo modo si renderebbe più rapida la realizzazione degli impianti e diminuirebbero gli oneri finanziari che oggi le imprese devono sopportare per l’installazione di questo tipo di impianti.

Ingegneri. Cosa pensa della situazione associativa italiana? La ritiene soddisfacente per gli interessi delle imprese del settore?
FF. La nostra opinione è che si debba arrivare il prima possibile all’identificazione di una sola voce di rappresentanza degli operatori industriali del fotovoltaico all’interno dell’alveo confindustriale, che appare quello più naturale per una realtà come la nostra. La divisione in questo settore non aiuta, anche perché abbiamo a che fare con lobby e gruppi di interesse molto agguerriti e organizzati. La fusione delle associazioni in una sola entità è tanto più sentita se si considera che questa situazione deriva non tanto da motivi reali e/o tecnici ma più per il permanere di personalismi che vanno al più presto superati.
Mi lasci aggiungere anche che in Italia esistono migliaia di imprese operanti nel settore e che il numero di aziende associate sono, a oggi, poche rispetto al totale. È mia opinione che una volta arrivati a identificare un’unica realtà associativa, questo porterà a un effetto moltiplicativo nel numero degli associati con una conseguenza positiva sulla capacità di dialogare con i vari interlocutori.

Ingegneri. Il fotovoltaico cresce a ritmi notevoli. Ma quanto potrà crescere ancora?
FF. Potrà crescere ancora moltissimo. La strada intrapresa con il fotovoltaico in Italia è ormai segnata e non è più pensabile un’inversione di marcia. Le dico questo dati alla mano. Negli ultimi anni, infatti, tutti i risultati a consuntivo sulla potenza raggiunta dall’energia solare sono stati sempre di gran lunga superiori alle previsioni. E ancora, l’Italia sarà probabilmente il primo Paese europeo nel quale si raggiungerà la Grid Parity (ci vorranno forse ancora 4-5 anni, ma non siamo lontani dall’obiettivo). Ecco, da quel momento il mercato sarà libero: non più tutelato da politiche di sostegno e incentivazioni ma diventerà la scelta più logica e sensata.
Qualche anno fa, la previsione di raggiungere nel 2020 gli 8.500 MW di potenza installata in Italia era considerata una chimera; oggi molti operatori del settore ritengono invece che l’obiettivo sarà realizzato addirittura prima di quella data.

Ingegneri. Qualcuno dice che non è la tecnologia il fattore limitante al fotovoltaico in Italia, bensì lo spazio disponibile …
FF. Si tratta di una falsità. Lo sviluppo del fotovoltaico in Italia si avrà non con i mega impianti a terra, ma con il moltiplicarsi delle soluzioni sul costruito. Le pensiline, i tetti e, fra qualche tempo, anche le pareti verticali potranno ospitare pannelli fotovoltaici. Su queste superfici si potrà tranquillamente montare impianti in grado di raggiungere i livelli di potenza di cui parliamo.

Ingegneri. Quali sono gli orizzonti dell’innovazione e della ricerca sul fotovoltaico?
FF. Noi di Conergy riteniamo che le tecnologie del mono e del policristallino siano ancora le più valide, almeno per i prossimi anni. Il nostro sforzo di innovazione nel settore è maggiormente legato allo sviluppo di nuove soluzioni di sistema che ai singoli componenti. Siamo impegnati a offrire soluzioni per rendere le applicazioni sulle coperture o l’integrazione di sistema sempre più efficaci ed efficienti. Nel panorama attuale del fotovoltaico, a prescindere dalle dimensioni d’impianto, l’offerta è piuttosto indifferenziata, per esempio tra un’applicazione industriale e una residenziale. Ciò che ci proponiamo è di segmentare il mercato in modo da offrire a ciascun cliente la soluzione specifica alle sue specifiche esigenze.

A cura di Mauro Ferrarini


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