Competenze degli ingegneri in tema di infortunistica stradale

La ricostruzione dinamica dei sinistri con applicazione delle leggi della Fisica e con redazione dei rilievi geometrici spetta, in via esclusiva, agli ingegneri e ai periti industriali con indirizzo meccanico e navale iscritti ai rispettivi albi; e tanto anche in occasione di un incarico peritale ricevuto dal giudice o da un parte del processo.
L’accertamento e la stima dei danni derivanti da un sinistro sono invece consentiti agli ingegneri, ai periti industriali con indirizzo meccanico e navale e anche a coloro i quali siano iscritti al ruolo nazionale dei periti assicurativi, istituito ai sensi dell’art. 156 del d.lgs. 209/2005.

Sono queste, in estrema sintesi, le conclusioni di una recente lettera circolare diffusa, in modo congiunto, dall’Ordine degli ingegneri e dal Collegio dei periti industriali della Provincia di Salerno, circa le competenze di queste figure professionali in tema di infortunistica stradale.

Il documento trova il suo fondamento normativo nella legge professionale e, in particolare, nell’ampia ed espressa formulazione dell’art. 51 del regio decreto 23 ottobre 1925, n. 2537 che, nel riepilogare l’area delle prestazioni professionali riservate agli ingegneri, ricomprende anche quelle “inerenti alle vie e ai mezzi di trasporto, di deflusso e di comunicazione, alle macchine nonché in generale alle applicazioni della fisica, i rilievi geometrici e le operazioni di estimo” (sulle competenze degli ingegneri leggi anche, tra gli altri, Competenze degli ingegneri nelle opere cimiteriali e Progettazione reti idriche, spetta all’ingegnere).

Il motivo della diffusione di questo documento congiunto nasce dalla constatazione che l’istituzione del Ruolo nazionale dei periti assicurativi ha fatto sorgere un orientamento che circoscriverebbe ai soli periti assicurativi la possibilità di esercitare l’accertamento e la stima dei danni provocati da un sinistro stradale, escludendo ogni competenza da parte degli ingegneri e dei periti industriali. Tanto, addirittura, arrivando a ritenere illegittimo che un professionista non iscritto a detto Ruolo nazionale eserciti l’ufficio di CTU (o di CTP), qualora la consulenza abbia a oggetto la stima dei danni derivanti da un sinistro stradale.

Insomma, secondo tale tesi (confutata nella circolare) un ingegnere non iscritto al ruolo dei periti assicurativi potrebbe legittimamente occuparsi della sola ricostruzione causale e dinamica di un sinistro stradale, ma non anche dell’accertamento e della stima dei danni conseguenti.

Riportiamo per i nostri lettori il testo integrale della circolare.

Ordine degli ingegneri della Provincia di Salerno e Collegio dei periti industriali e dei periti industriali laureati della Provincia di Salerno, Circolare 242 del 25 gennaio 2011, Competenze degli Ingegneri e dei Periti industriali in tema di infortunistica stradale


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