Cogenerazione mediante fonti rinnovabili: il caso Euroterminal

Nell’ambito della cogenerazione mediante lo sfruttamento di fonti rinnovabili, presentiamo un interessante caso studio curato dall’ing. Mirko Amalfitano, responsabile commerciale energia della Cefla Impianti Group, federata ANIMA, partner ufficiale di Ingegneri.cc.
Il Case Study in esame riguarda la costruzione di una centrale di cogenerazione alimentata a oli vegetali, ubicata nella zona portuale di Ravenna.

Il processo di cogenerazione utilizza come combustibile olio vegetale ed è predisposto per sfruttare in futuro i grassi animali provenienti dagli scarti di uno stabilimento alimentare. Da queste fonti viene prodotta energia elettrica come output principale ed energia termica tramite il recupero integrale del calore di risulta del motore. Tutta l’energia termica viene re-immessa nel processo produttivo dello stabilimento, mentre eventuali eccedenze di energia elettrica vengono immesse in rete.

Cefla Impianti si è aggiudicata la costruzione di una centrale di cogenerazione alimentata a oli vegetali, ubicata nella zona portuale di Ravenna.
L’impianto è costituito da un motogeneratore Wartsila 16V32 della potenza elettrica di circa 7 MW capace di produrre, attraverso il recupero dei fumi di combustione, anche oltre 3,6 tonn/h di vapore a 12 bar.
Entrambi i vettori energetici prodotti sono destinati ad un vicino stabilimento del settore alimentare ed utilizzati nel processo produttivo dello stesso.

Il calore prodotto dal recupero dell’acqua di raffreddamento del motore è in parte utilizzato per il riscaldamento dei serbatoi di stoccaggio dell’olio vegetale, in parte inviato allo stabilimento alimentare (acqua calda in ciclo chiuso) ed in minima parte dissipato.
Il rendimento elettrico dell’impianto è del 46%, valore non raggiungibile nelle centrali elettriche tradizionali.
In sostanza l’impianto non solo produce più energia a parità di combustibile immesso, ma inquina molto meno poiché sia le emissioni di CO che quelle di NOX sono ridotte a valori minimi tramite l’uso di un SCR (Sistemi di riduzione catalitica selettiva).

L’impianto attualmente utilizza olio di palma, ma è realizzato per riuscire a utilizzare qualsiasi tipologia di olio vegetale opportunamente trattato, per cui non appena si rinforzerà il mercato degli oli vegetali non food sarà possibile utilizzarli senza dover apportare modifiche al progetto.
Inoltre, grazie ad un particolare sistema di filtrazione del combustibile, sarà tecnicamente possibile utilizzare il grasso animale proveniente dallo stabilimento.

Le possibilità di diffusione sono molto elevate poiché si tratta di un impianto di cogenerazione che, a livello concettuale è replicabile in tutte quelle situazioni dove vi sono consumi elettrici e termici abbastanza rilevanti. Oltretutto essendo un impianto alimentato a fonti rinnovabili gode di certificati verdi e quindi, nonostante i costi di investimento più elevati rispetto agli impianti tradizionali, risulta molto interessante anche dal punto di vista economico.

Articolo dell’ing. Mirko Amalfitano, Responsabile commerciale Energia, Cefla Group


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