Cogenerazione e incentivi. Se il mercato è libero, lo sia per tutti

Nel panorama delle tecnologie più versatili per la produzione di energia, la cogenerazione si inserisce tra quelle maggiormente significative. La produzione e il consumo di energia elettrica (o meccanica) e, contemporaneamente, la generazione di energia termica è la caratteristica fondamentale di questo processo, in grado di sfruttare sia le fonti di energia rinnovabili (biogas, digestato da impianti zootecnici o da trattamento acque, legno, ecc.), sia fonti fossili con livelli di efficienza energetica molto interessanti.

Abbiamo incontrato l’ingegner Ilario Vigani, socio unico e presidente di IBT srl, da dieci anni sul mercato italiano e internazionale grazie allo sviluppo di soluzioni basate sulle tecnologie più all’avanguardia nel settore della generazione energetica ad alta efficienza.
Ma allora perché, ancora oggi, la cogenerazione sembra essere la “sorella minore” tra le opzioni per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili?

Ilario Vigani. Per rispondere occorre fare una doverosa distinzione. Nell’ambito della cogenerazione vi è l’ambito della cogenerazione energeticamente efficiente perseguita anche tramite l’utilizzo di fonti fossili, generalmente gas naturale, e quello che sfrutta le fonti rinnovabili.
Nel primo caso parliamo di impianti di piccola taglia (sotto il megawatt), sfruttabili, per esempio, nei settori del terziario, delle strutture ospedaliere ma anche nel residenziale. Questo ambito non si è mai sviluppato come potrebbe per via della mancanza totale di incentivi.

Ingegneri. Ma la direttiva europea 2004/8/CE sulla promozione della cogenerazione è stata recepita nell’ordinamento nazionale ormai da tre anni con il decreto legislativo 20/2007 …
IV. Sì è vero, ma entro sei mesi dalla emanazione del decreto si sarebbero dovuti emanare i decreti attuativi per la definizione concreta di questi incentivi e invece …

Ingegneri. Invece?
IV. A oggi siamo ancora in attesa di questi decreti e i contributi, che altre fonti di energia possono sfruttare, non sono appannaggio della cogenerazione. Per completezza, aggiungo che alcune regioni, come il Trentino o la Toscana, hanno promosso dei bandi per sostenere lo sviluppo della cogenerazione di piccola taglia, ma stiamo comunque parlando di situazioni isolate e a macchia di leopardo.

Ingegneri. “L’efficienza energetica può svilupparsi in un mercato competitivo e libero con regole e leggi , per quanto possibile, semplificate ed applicabili in tempi ragionevoli”. Queste parole le ha pronunciate l’attuale presidente Italcogen, Rudi Stella, in occasione della diffusione di un documento dell’associazione presentato in una recente nota ufficiale diffusa a seguito del recente recepimento della direttiva sulla promozione delle fonti rinnovabili. Poi, però, tra gli obiettivi strategici individuati dall’associazione si parla di “Modulare il sistema degli incentivi alla cogenerazione CAR con una logica che massimizzi il rapporto benefici/investimenti”. Parlare di “Incentivi” e di “Libero mercato” non le pare una contraddizione?
IV. Credo che le parole del presidente Rudi Stella vadano interpretate nel senso che, nell’ambito delle fonti rinnovabili, o si prevedono incentivi per tutte le forme di sfruttamento energetico oppure non si danno a nessuno. Intendiamoci, non si chiedono “incentivi indiscriminati” ma, citando le parole di Rudi Stella, di un sistema modulato che possa massimizzare il rapporto benefici/investimenti. In caso contrario si rischia di creare delle distorsioni del mercato dell’energia.

Ingegneri. La cogenerazione spesso è considerata una tecnologia energetica adatta a grandi impianti industriali e strutture ricettive. La diffusione su larga scala di questa tecnologia nell’ambito residenziale secondo lei è possibile?
IV. Possibile e auspicabile, senz’altro. Attualmente nell’ambito residenziale la sua diffusione è ancora molto limitata, poiché il ritorno dell’investimento è legato alle ore di utilizzo. In una situazione tipo, un condominio utilizzerebbe la macchina per circa 2.000 ore/anno, il che equivale grossomodo a un payback nell’arco di 10 anni. In ogni caso, se per ipotesi si dovesse scegliere un solo settore in cui incentivare la cogenerazione, la scelta dovrebbe cadere proprio sul domestico/residenziale!

L’intervista integrale sarà pubblicata sul numero di marzo del tabloid Ingegneri.

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