Il CNIT su infrastrutture, trasporti e costruzioni. Difficili le eredità della crisi

Il CNIT fotografa infrastrutture, trasporti e costruzioni. Difficili le eredità della crisi

Infrastrutture, trasporti e costruzioni

Il CNIT “Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti – Anni 2017-2018” è il rapporto annuale che nasce dalla collaborazione congiunta dell’Ufficio di Statistica del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con Uffici, Dipartimenti e Direzioni Generali del Ministero, altre Amministrazioni Pubbliche, ISTAT, Aziende, Imprese, Enti ed Istituti di ricerca.

All’interno del documento, dedicato ad infrastrutture, trasporti e costruzioni, viene fotografata, attraverso la raccolta di dati statistici e serie di dati, la situazione relativa agli scorsi anni (dal 2000 al 2018) circa la condizione economica nazionale su opere pubbliche e politiche abitative, infrastrutture, mezzi e traffico per modo di trasporto, offerta, domanda e indicatori di mobilità urbana, ambiente ed esternalità derivanti dai trasporti, reti trans-europee di trasporto e programmi nazionali ed europei.

Parte delle informazioni presenti sul CNIT – infrastrutture, trasporti e costruzioni sono accessibili anche in formato Opendata sul sito istituzionale nella sezione Dataset del MIT.

Il resoconto dei dati su infrastrutture, trasporti e costruzioni viene introdotto da una prefazione curata dal ministro del MIT, Danilo Toninelli e dal direttore generale per i sistemi informativi e statistici, Mario Nobile che sottolinea il tendenziale miglioramento per i settori trasporti e costruzioni relativamente ai quali perdurano i segni della crisi economica italiana avvenuta tra il 2008 ed il 2015.

In particolare per i trasporti si registra un aumento, negli ultimi anni, delle percorrenze medie annue delle persone con una domanda di mobilità maggiormente a favore del mezzo privato. Mentre per le costruzioni, comparto maggiormente colpito dalla depressione economica, si registra una debole ripresa con un dato relativo all’unità di lavoro totali (unità di lavoro dipendente equivalente a tempo pieno-unità di misura ISTAT) per il 2018 pari al 22% rispetto ad un 21,9% per il 2017 ed un 26,2% registrato per il 2000.

Infrastrutture, trasporti e costruzioni: focus su estensione stradale

 Al 31 dicembre 2017 l’estensione della rete stradale italiana primaria (esclusa quella comunale) era pari a km 171.481, ripartiti tra:

– autostrade km 6.943, incluse quelle in gestione ANAS;

– altre Strade di interesse nazionale km 22.399;

– strade Regionali e Provinciali km 142.139.

I dati mostrano una differente distribuzione lungo il territorio italiano.

L’Italia Settentrionale presenta una maggiore dotazione di Autostrade sia rispetto ai residenti con km 1,30 ogni 10.000 abitanti, sia rispetto alla superficie con km 3,01 ogni 100 chilometri quadrati e sia rispetto al circolante pari a km 2,02 ogni 10.000 autovetture.

L’area geografica meridionale ed insulare presenta una rete autostradale sensibilmente inferiore a quella dell’Italia Settentrionale. Difatti, se posti pari a cento gli indicatori del Nord Italia relativi ai chilometri di Autostrade per abitante, per kmq di superficie e per autovetture circolanti, si può riscontrare come al Sud gli stessi indici assumano i valori rispettivamente di 79,72, di 57,96 e di 83,00.

Di contro, in rapporto alle autovetture circolanti, l’Italia Meridionale, con km 46,99 di strade Provinciali e Regionali e con km 10,82 di Altre Strade di interesse nazionale per 10.000 autovetture circolanti, prevale sul Resto d’Italia.

La Lombardia ed il Lazio, presentano un maggior numero di autovetture per chilometro di estesa stradale, mentre Molise e Basilicata registrano valori minimi di tale rapporto.

Come va il settore delle costruzioni in Italia?

La flessione registrata negli ultimi anni per il settore costruzioni, ha fortemente influenzato il PIL che dopo undici anni, resta al di sotto dei livelli di pre-crisi. L’incidenza delle costruzioni sull’economia italiana è dovuta alla complessa rete di indotto che collega il comparto a più dell’80% dei differenti settori economici.

In effetti la crescita del settore delle costruzioni consentirebbe un recupero fino a mezzo punto di PIL l’anno. A livello di investimenti, il settore continua a offrire un contributo rilevante con l’8% del PIL italiano, tuttavia il 2018 non è risultato positivo, nonostante le misure messe in atto dal Governo attraverso le ultime leggi di Bilancio e la stima formulata dall’Ance per il 2018 mostra un lieve aumento dell’1,5% degli investimenti in costruzioni in termini reali.

Se si osserva l’andamento del settore a partire dal 2008, anno di inizio della crisi, rispetto al 2018 il settore delle costruzioni ha perso il 35,1% degli investimenti ed in riferimento ai singoli comparti si è avuta una riduzione del:

  • 66,1% per la nuova edilizia abitativa;
  • 27,3% per l’edilizia non residenziale privata;
  • 54,1% per le opere pubbliche.

I dati incoraggianti, invece, ci arrivano dal comparto della riqualificazione del patrimonio abitativo che mostra una tenuta dei livelli produttivi pari a +20,9%.  Aiutato dagli incentivi fiscali, rappresenta il 37% degli investimenti in costruzioni, dato in crescita rispetto agli anni pre-crisi quando tale incidenza era pari al 19,9%,

Ad incidere sul buon andamento, è il mercato immobiliare residenziale che mostra una crescita positiva ormai dal 2014. Ance stima per il 2019 un ulteriore aumento, che porterà il numero di compravendite a circa 592 mila.

Leggi anche: Investimenti nelle infrastrutture. Dal CNI il monito: “troppi sprechi e troppe regole”

Trasporto privato. Gli italiani tra i maggiori utilizzatori di autoveicoli

Secondo il CNIT – infrastrutture, trasporti e costruzioni, l’Italia si mantiene stabilmente tre i primi posti occupati dai Paesi maggiormente industrializzati per numero di autoveicoli circolanti rapportato alla popolazione residente. Nel 2017, infatti, il rapporto tra popolazione e autovetture è stato pari ad 1,57 un dato in risalita rispetto al 2016 e si prevede un valore di 1,55 per il 2018.

I dati, raccolti nel CNIT – infrastrutture, trasporti e costruzioni, confermano la propensione degli italiani verso l’utilizzo del mezzo privato.

Nel 2017, il valore più basso riscontrato nel rapporto popolazione/circolante, che corrisponde ad una maggiore densità di autovetture circolanti per abitante, si registra in Valle d’Aosta (0,76); valori inferiori alla media nazionale (e, pertanto, maggiore numerosità di autovetture per abitante residente) si osservano prevalentemente nel Centro-Nord, con minimi nelle Province Autonome di Trento e Bolzano (1,01).

La Liguria, con il rapporto di 1,87, è la regione con la minore densità di autovetture circolanti rispetto alla popolazione residente, seguita a livello nazionale, dalla Puglia con un dato pari a 1,74.

Esistono differenze tra il nord ed il sud, difatti nelle aree meridionali e insulari i valori risultano superiori alla media nazionale, evidenziando, quindi, una minore densità di autovetture per abitante residente.

Scarica il compendio e consulta i dati

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