Che i MWp non ci facciano dimenticare i Wp che contano di più

Sempre più ditte del solare si trovano a trattare i MWp. Quest’anno a mio avviso in Italia si installeranno tra 1.500 e 2.000 MWp.
Se penso che quando iniziai, nel 1996, per ordini da 1 kWp si stappava la bottiglia di spumante … In Italia all’epoca si installava circa 1 MWp in un anno. Gli impianti fotovoltaici costavano 20-25 milioni di Lire al kWp. Quando dicevo ad amici e parenti che lavoravo nel fotovoltaico mi guardavano in modo strano. I primi potenziali clienti mi chiedevano informazioni sui “sistemi fotovulcanici”. Mio padre mi chiamava per dirmi che aveva trovato un articolo sul fotovoltaico sul Corriere delle Scienze (mai in altre parti del giornale) e immancabilmente me lo trovavo sulla scrivania della mia camera. Non si parlava mai di fotovoltaico e quando capitava era un evento …

Oggi invece ogni settimana si leggono su più giornali articoli sulla tecnologia, su esempi di impianti, su imprese del settore che crescono.
Se poi si leggono testate finanziarie, allora fioccano i comunicati stampa che annunciano mega investimenti in impianti, project financing, memorandum of understanding, joint ventures, …
Come il fotovoltaico è interessante per gli investitori del mondo finanziario, è pure attraente per i privati, che pure investitori sono. Meglio dire “risparmiatori”. Gli uni e gli altri, ma soprattutto un efficace Conto Energia, stanno consentendo al fotovoltaico di registrare numeri importanti, sfruttare economie di scala e quindi contenere sempre di più i costi: in due anni i prezzi dei sistemi fotovoltaici si sono ridotti del 50%!

Un effetto di questa riduzione di prezzi è che sempre più persone possono accedere a una tecnologia inizialmente considerata per pochi ricchi. E, fortunatamente, anche chi è più sfortunato di noi può beneficiare dei vantaggi portati dal fotovoltaico: l’accesso all’energia elettrica è per noi una cosa scontata. Ma non è così per molti milioni di persone. E senza energia elettrica non c’è illuminazione per case e scuole, non c’è conservazione di cibi e vaccini, non c’è acqua potabile …
Il fotovoltaico è sicuramente la soluzione migliore per l’elettrificazione rurale. Ma il fotovoltaico non vale niente se non ci sono persone che si prodigano per la sua diffusione. E chi fa questo lavoro nei Paesi in Via di Sviluppo è spesso un vero e proprio eroe, anche se non viene chiamato a fare presentazioni ai convegni, anche se magari non sa usare power point o elaborare tabelle di calcolo dei tassi interni di rendimento. Sicuramente non indossa la cravatta.

Giusto quindi far conoscere la storia di Walt Rattermann, che ha dedicato la sua vita alla diffusione del fotovoltaico tra i più poveri del pianeta, per migliorare le condizioni di vita di migliaia di persone, morto nel terremoto di Haiti del 12 gennaio scorso. Non lo conoscevo, ma quando ho letto la sua storia mi sono sentito in dovere di divulgarla.

Troppo presi dai megawatt e ora addirittura dai gigawatt rischiamo di dimenticarci che il fotovoltaico è nato proprio per fornire energia elettrica a chi non ce l’ha. Da una parte indigeni della savana affiancati da persone come Walt Rattermann che spiega loro come usare l’impianto fotovoltaico da pochi Wp per avere la lampadina accesa e far studiare i bambini la sera dopo che sono tornati dal pascolo degli animali; dall’altra manager in uffici di lusso nel centro di Londra, Francoforte o Milano che discutono EPC contract con system integrator per massimizzare l’Internal Rate of Return dei loro fondi di investimento.
Non ho dubbi: tanto di cappello ai primi! Non me ne vogliano i secondi, tra i quali, in tutta onestà, ogni tanto mi ci trovo anch’io …
Di sicuro ci dobbiamo inchinare davanti a storie come quelle di Walt Rattermann, ma nel contempo non possiamo che appassionarci ancora di più al fotovoltaico, che è davvero per tutti, ma proprio tutti. E così scopriamo che i Wp possono valere molto ma molto di più dei MWp!

di Paolo Rocco Viscontini, amministratore delegato Enerpoint

L’articolo è tratto da Enerpoint News n. 27 (Primavera 2010), per iscriversi alla newsletter Enerpoint News clicca qui


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