Certificatore energetico, in arrivo i requisiti

In dirittura d’arrivo il decreto attuativo che indica i requisti per diventare “certificatori energetici”.
Secondo la bozza provvisoria di d.P.R. attuativo della lettera c) dell’articolo 4, comma 1, del d.lgs. 192/2005 i “tecnici abilitati” alla certificazione energetica degli edifici saranno ingegneri, architetti, laureati in scienze agrarie, forestali e ambientali, geometri, periti industriali, agrari e agrotecnici.

In particolare il documento definisce come “tecnico abilitato” un tecnico, dipendente pubblico o privato o libero professionista iscritto al relativo ordine o collegio professionale, abilitato alla progettazione di edifici ed impianti, che opera nell’ambito delle proprie competenze. 
Per accedere alla qualifica sono necessarie le lauree in architettura e ingegneria, in scienze e tecnologie agrarie, forestali e ambientali. Sono abilitanti anche i diplomi di geometra, perito industriale, perito agrario o agrotecnico, limitatamente al proprio specifico ambito di competenza. 
Nel caso in cui il tecnico non sia competente in tutti i campi (progettazione di edifici e progettazione di impianti asserviti agli edifici stessi), egli dovrà operare in team con altri tecnici, in modo che il gruppo copra tutti gli ambiti professionali per cui è richiesta la competenza. 

I  laureati in fisica, matematica, urbanistica, chimica, geologia, ingegneria biomedica, elettronica, informatica e delle telecomunicazioni, e in scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio dovranno frequentare specifici corsi di formazione per la certificazione energetica degli edifici, tenuti da università, enti di ricerca, regioni, ordini e collegi professionali. 
 
Le reazioni
Contro lo schema di d.P.R. si è pronunciato il Consiglio Nazionale dei Periti Industriali; il presidente del CNPI Giuseppe Jogna ha scritto una lettera aperta al Ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, definendo “un grave errore” il decreto in via di approvazione. La categoria dei periti industriali – spiega Jogna – opera in tutti i settori della tecnica ingegneristica, ma il professionista abilitato nell’impiantistica non lo è nell’edilizia e viceversa.

Il documento è ora all’esame del Consiglio di Stato, dovrà poi tornare in Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva.


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