Certificati bianchi, come procedere? Dal GSE ecco la guida operativa

Certificati bianchi, come procedere? Dal GSE ecco la guida operativa

Certificati bianchi

Con approvazione mediante il Decreto direttoriale del 30 aprile 2019, da parte del MISE in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è stata pubblicata la Guida Operativa per promuovere l’individuazione, la definizione e la presentazione di progetti nell’ambito del meccanismo dei Certificati Bianchi con aggiornamento circa le tipologie progettuali ammissibili.

L’importanza dei certificati bianchi, detti anche Titoli di Efficienza Energetica (TEE), risiede nell’incentivazione alla riduzione del consumo energetico ed al contempo nel possibile riconoscimento economico.

Il Certificato Bianco o TEE è un documento attestante il risparmio energetico riconosciuto. La dimensione commerciale di ogni Certificato Bianco è pari a una tonnellata equivalente di petrolio – TEP, difatti, come specificato dal GSE:” per ogni TEP di risparmio conseguito grazie alla realizzazione dell’intervento di efficienza energetica, viene riconosciuto un Certificato per tutta la sua vita utile stabilita dalla normativa per ogni tipologia di progetto (da 3 a 10 anni). I soggetti volontari e i soggetti obbligati scambiano i CB sulla piattaforma di mercato gestita dal GME o attraverso contrattazioni bilaterali”.

Le norme che disciplinano i certificati bianchi sono: D.M. 11 gennaio 2017, D.M. Attività Produttive 20/07/2004, D.M. Sviluppo Economico 28/11/2012, Deliberazione dell’Autorità 09/2011.

Sono stati fissati, dal 2017 al 2020, gli obiettivi di risparmio che i distributori devono raggiungere attraverso la realizzazione di interventi di efficienza energetica ed è importante ricordare che i Certificati Bianchi non possono essere cumulati con altre tipologie di incentivi statali relativamente allo stesso progetto.

La gestione del progetto attraverso il meccanismo dei Certificati bianchi, non è semplice pertanto la guida operativa torna utile mediante le note chiarificatrici. Tale documento, pubblicato lo scorso 15 maggio 2019, è il risultato della cooperazione tra GSE, ENEA e RSE ed è suddiviso in tre parti:

  1. allegato 1.1_ “Chiarimenti operativi per la presentazione dei progetti”;
  2. allegato 2_”Guide settoriali”;
  3. allegato 3_”Interventi di efficienza energetica non ammissibili”.

Vediamo quali informazioni vengono riportate all’interno del testo che esegue un focus, con i sei distinti allegati, relativamente ai specifici settori produttivi e tecnologie (settore industriale piastrelle ceramiche, vetro e prodotti in vetro, articoli in materiale plastico, produzione carta, impianti di produzione energia termica e frigorifera, servizio idrico integrato).

Certificati bianchi. Quali sono i soggetti ed i progetti ammessi al meccanismo?

Può accedere al meccanismo Certificati Bianchi:

  • il titolare del progetto: il soggetto che sostiene l’investimento per la realizzazione del progetto di efficienza energetica, ovvero colui che ha investito nell’intervento di efficienza energetica che eventualmente può delegare un altro soggetto;
  • il proponente: il soggetto in possesso dei requisiti di ammissibilità di cui all’art. 5, comma 1 e che presenta al GSE l’istanza per la richiesta di incentivo. Tale figura può anche non essere il soggetto titolare del progetto.

I progetti di efficienza energetica ammissibili ai Certificati Bianchi sono quelli:

  • da realizzarsi con data di avvio della realizzazione del progetto successiva alla data di trasmissione al GSE dell’istanza di accesso al meccanismo;
  • costituiti da interventi realizzati da un unico soggetto titolare;
  • che generano risparmi energetici addizionali, ovvero i risparmi di energia primaria calcolati come differenza fra il consumo di baseline e il consumo energetico nella configurazione post operam. Il calcolo va effettuato con riferimento al medesimo servizio reso e assicurando una normalizzazione delle condizioni che influiscono sul consumo energetico;
  • per i quali si dispone di idonea documentazione attestante che, per la messa in opera degli interventi che compongono il progetto, siano stati utilizzati nuovi componenti o componenti rigenerati per i quali non siano già stati riconosciuti Certificati Bianchi (al netto degli impianti già esistenti afferenti o funzionali al medesimo progetto);
  • predisposti e trasmessi al GSE, in base alla tipologia di progetto, secondo quanto previsto dall’Allegato 1 al D.M. 10 maggio 2018;
  • classificabili tra le tipologie di intervento riportate in Tabella 1 del D.M. 10 maggio 2018.
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Quali interventi non sono ammissibili?

A non essere ammessi, al riconoscimento di Certificati Bianchi, sono i progetti di efficienza energetica finalizzati all’adeguamento a vincoli normativi o a prescrizioni di natura amministrativa, eccetto il caso in cui vengano adottate soluzioni progettuali energeticamente più efficienti rispetto a quelle individuate dai vincoli o prescrizioni suddetti, e che generino risparmi addizionali.

La guida operativa fornisce un elenco, non esaustivo, degli interventi non ammissibili, ovvero:

  • impianti di produzione di energia termica, compresi i generatori di aria calda:
  1.  sostituzione di bruciatori;
  • gruppi frigo e pompe di calore, ivi compresi gli impianti di surgelazione e refrigerazione:
  1. sostituzione della tipologia di fluido refrigerante;
  2. sostituzione di scambiatori;
  • installazione o sostituzione di sistemi free cooling ad eccezione di quelli indiretti ad acqua di falda e diretti ad aria adiabatici;
  • installazione o sostituzione di inverter Adozione di tecniche di “pinpointing” di tipo acustico e non acustico per la localizzazione delle perdite idriche;
  • installazione o sostituzione di UPS.

Leggi la guida operativa

Le date di scadenza ed i relativi adempimenti connessi all’impianto solare fotovoltaico, possono essere gestiti attraverso il Tool “Verificare-19”,

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