Centrale di progettazione. Parte la ricerca dei 100 progettisti ai Provveditori

Centrale di progettazione. Parte la ricerca dei 100 progettisti ai Provveditori

Centrale di progettazione

L’istituzione della centrale di progettazione è stata fin da subito aspramente criticata dalle associazioni di settore quali Rete delle Professioni Tecniche ed OICE che avevano definito il nuovo organo progettuale un immenso carrozzone pubblico, mostrando il loro dissenso sulla possibile sovrapposizione tra controllori e controllati nel processo di esecuzione delle opere pubbliche.

Ma nonostante la manifestata disapprovazione da parte del settore, con il decreto che aspetta la firma del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte (“Fra qualche ora firmerò un decreto per dare il via alla centrale di progettazione“- citazione del premier espressa durante l’inaugurazione del Salone del Mobile 2019 a Milano) e che darà attuazione alla Legge di Bilancio 2019, verrà sbloccata la centrale di Progettazione.

Per la partenza della centrale di progettazione, poi ribattezzata “struttura per la progettazione di beni ed edifici pubblici”, con il Decreto Crescita è stata programmata l’assunzione delle prime 100 unità da dislocare presso i 7 provveditorati alle opere pubbliche che necessitano di potenziamento.

Ma non saranno le uniche figure ad essere previste. Difatti all’interno della Legge di Bilancio 2019, all’articolo 1 comma 165, si prevede: “…l ‘assunzione a tempo indeterminato, con destinazione alla Struttura, a partire dall’anno 2019, di un massimo di 300 unità di personale, con prevalenza di personale di profilo tecnico per una percentuale almeno pari al 70 per cento, a livello impiegatizio e di quadro, nonché’ con qualifica dirigenziale nei limiti del 5 per cento. Tale personale è assunto, anche in momenti diversi, con procedura selettiva pubblica, le cui modalità di svolgimento e i cui criteri per la selezione sono improntati a principi di trasparenza, pubblicità, imparzialità e valorizzazione della professionalità per un totale di 300 persone che andranno a comporre l’intero apparato”.

Perché istituire una centrale di progettazione?

Nella relazione illustrativa presentata dal Governo in occasione dell’approvazione della Legge di bilancio 2019, venivano indicate le finalità circa l’istituzione della centrale di progettazione. Tra le motivazioni: rilancio investimenti, miglioramento dell’assistenza tecnica e standardizzazione della progettazione di opere pubbliche.

Nella relazione illustrativa viene precisato: “Tra le azioni ad ampio raggio poste in essere dal Governo per il rilancio degli investimenti vi è la costituzione, a livello centrale, di un centro di competenze specifico per la progettazione tecnico-economica. L’istituzione della Centrale per la progettazione ha lo specifico fine di rilanciare gli investimenti pubblici”.

Inoltre si legge: “La Centrale è un centro di competenze dedicato con il compito di offrire servizi di assistenza tecnica e di assicurare standard di qualità per la preparazione e la valutazione dei progetti da parte delle amministrazioni pubbliche centrali e periferiche. Questo nuovo impianto permetterà anche di creare nel tempo un insieme di capacità professionali interne alla PA nell’intera gamma di competenze, tipologie e dimensioni della progettazione tecnica ed economica degli investimenti pubblici in tutte le varie fasi del processo e fino alla messa in esercizio, assicurandone efficienza ed efficacia”.

Circa la standardizzazione, viene spiegato:” Oltre a ciò, la Centrale, grazie alle specifiche competenze e conoscenze, potrà predisporre modelli di progettazione standard per opere simili o con elevato di grado di uniformità e ripetitività. Ne discende che, oltre al perseguimento dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione pubblica, la Centrale tende a perseguire il risultato di fornire un progetto utile per l’amministrazione pubblica in tempi rapidissimi o molto contenuti. Inoltre, le prestazioni professionali della Centrale sono prive di oneri diretti di prestazioni professionali a carico degli enti territoriali richiedenti, con la conseguenza che l’attività della Centrale risponde anche a un criterio di economicità per gli stessi enti. La Centrale è in grado di svolgere anche una valutazione sulla fattibilità e sostenibilità economico-finanziaria dell’opera (quindi sulla sua bancabilità) sostenendo le amministrazioni nelle scelte economiche e non solo tecniche del progetto”.

Quali attività andrà a svolgere la centrale di progettazione?

Partendo dalla progettazione di opere pubbliche (fattibilità tecnica ed economica, definitiva ed esecutiva di lavori, collaudo, direzione dei lavori e supporto tecnico-amministrativo, programmazione dei lavori), passando per la gestione delle procedure di appalto per conto della stazione appaltante interessata fino alla valutazione economica e finanziaria del singolo intervento. Queste le competenze della centrale di progettazione che fornirà anche assistenza tecnica alle amministrazioni coinvolte nella cooperazione tra pubblico e privato.

Un ruolo che non convince l’OICE. Il presidente Gabriele Scicolone, in vista del Dcpm sulla centrale di progettazione ha ribadito il giudizio negativo sull’istituzione di tale apparato: “Non possiamo che confermare come già fatto ad ottobre con la Rete delle Professioni Tecniche, che è errato immaginare di risolvere i problemi della progettazione degli enti locali creando una centrale di progettazione che ci appare semplicemente anacronistica. Internalizzare la progettazione e la direzione lavori di opere pubbliche degli Enti locali è in controtendenza a quanto avviene nel resto d’Europa e dei Paesi industrializzati e modernamente organizzati che più che assumere tecnici interni alle amministrazioni chiedono al mercato servizi di qualità elevata e sanno controllare e verificare le risposte del mercato. Meglio sarebbe stato investire in risorse e personale non tanto per progettare quanto per programmare che è il vero compito di uno Stato moderno. Siamo arrivati all’assurdo che, per risolvere il problema degli Enti locali che non riescono a mettere a bando le opere, gliele facciamo progettare direttamente. Ovvero dobbiamo prendere atto che è più complicato mettere a bando che progettare!“.

Per l’OICE: “ad oggi, l’unico effetto certo che produrrà la Struttura centrale è il blocco della domanda e questo proprio a valle del boom dei bandi di gara di progettazione di tutto il 2017, del 2018 e dell’ultimo bimestre. Abbiamo passato due anni a fornire alle forze politiche i dati del nostro osservatorio che parlano di rilancio del mercato della progettazione in Italia, con tutto il settore in ripresa, ed il risultato è il varo di una norma in controtendenza! Ancora una volta si interviene in maniera poco attenta al mercato. Ci attendiamo – ha precisato il presidente OICE – un inevitabile rallentamento della spesa in investimenti e del PIL, perché sarà la stessa struttura consultata (gratis) da molti enti locali a ingolfarsi ed allo stesso tempo a togliere mercato ai professionisti ed agli operatori di settore che in questi anni hanno tanto investito per tenersi aggiornati; si perderà tempo solo per avere perseguito una scelta sbagliata.

Il timore più grande riguarda la perdita di lavoro per i giovani professionisti. Scicolone commenta la questione:” Abbiamo stimato che questa nuova “internalizzazione” di attività tecniche, abbinata all’imminente e assai negativo ripristino dell’incentivo del 2% per i tecnici delle amministrazioni che abbiamo letto nella bozza del decreto sblocca cantieri, determineranno la perdita di molti posti di lavoro nelle nostre aziende, che oggi assorbono migliaia di giovani professionisti ed investono per tenersi al passo con le necessità moderne della progettazioni; vedonsi i temi della digitalizzazione e del BIM. Auspichiamo un rapido confronto con il Governo e con chi gestirà questi dossier perché si tratta di profili che riguardano un intero settore da due anni e mezzo in piena crescita e sviluppo che investe in ricerca, innovazione e formazione“.

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Un commento su “Centrale di progettazione. Parte la ricerca dei 100 progettisti ai Provveditori

  1. La confusione e i favoritismi prodotti – negli enti pubblici – in virtù del libero mercato delle professioni, vedi abrogazione delle tariffe professionali, mancato controllo sulla deontologia professionale, corruzione e favoritismi di tipo politico ed economico, sono alla base del collasso delle libere professioni, delle quali nessuno più si occupa e tanto meno gli Ordini Professionali che – presi dall’interesse ad accaparrarsi la maggior parte del mercato del lavoro per i propri iscritti (ved. C.N. Ingegneri) – senza preoccuparsi di mantenere i necessari spazi per le altre categorie professionali, oggi si trova a fare i conti con una amministrazione pubblica stanca e depauperata nelle professionalità, che non riesce più a gestire i continui attacchi in termini di operatività. Riportare professionalità e responsabilità all’interno della pubblica amministrazione attraverso l’internalizzazione dei servizi di progettazione e dei servizi tecnici in genere è il frutto di una politica liberista basata non sulle capacità e sulle competenze, bensì sul mercimonio delle stesse. Si deve fare tabula rasa e ricominciare a pianificare l’operato dei liberi professionisti con la consapevolezza che le libere professioni sono tutte utili e nessuna deve essere soggiogata dall’altra al fine di crearne la dipendenza. Quando avremo compreso questo e inizieremo a ragionare su livelli paritari potremo lavorare insieme per dare un futuro alle libere professioni nel nostro paese; diversamente la soluzione è vicina, ci saranno solo delle società di capitali che assumeranno i professionisti i quali andranno a formare un mercato di competeze ed intelligenze ad un costo sempre più basso e quindi un’altra categoria di poveri.

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