“Caro materiali”, passa il decreto

Durante la seduta dello scorso 17 ottobre, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli, ha approvato un decreto-legge che stabilisce misure di riequilibrio dei rapporti contrattuali tra stazioni appaltanti e imprese in caso di rilevanti e repentine variazioni percentuali dei prezzi di materiali da costruzione.

Con questo d.l. il governo cerca di evitare il blocco delle realizzazioni di opere infrastrutturali strategiche per lo sviluppo del Paese, nonché pesanti ricadute sui livelli occupazionali.
Il provvedimento non prevede una modifica del sistema compensativo a regime, ma interviene solo sui lavori contabilizzati nel 2008.
In particolare, nell’articolo 1 si prevede un meccanismo che si riferisce soltanto alla possibilità di ottenere una compensazione da applicarsi alla quota percentuale, che supera il dieci per cento del prezzo dei singoli materiali da costruzione che saranno rilevati dal Ministero il prossimo 31 gennaio 2009.

Nello stesso articolo si stabilisce che il Ministero rileverà entro il 31 gennaio 2009, con propri decreti, le variazioni percentuali al primo ed al secondo semestre 2008, superiori al 5%, dei prezzi dei materiali più significativi.
Inoltre, dispone che le compensazioni, in aumento o in diminuzione, scatteranno in caso di variazioni superiori al 10% nella misura eccedente la citata alea del 10% e nelle quantità accertate dal direttore dei lavori, precisando che le variazioni semestrali potranno essere cumulate.

Viene istituito anche un fondo di 300 milioni prelevati dal Fas (Fondo aree svantaggiate) al quale potranno accedere le amministrazioni statali in caso di insufficienza della voce stanziate nel quadro economico.
Nel decreto legge si precisa anche che l’impresa potrà formulare istanza di compensazione entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto ministeriale di rilevamento della variazioni a condizione che sia in regola con l’esecuzione dei lavori in base al crono-programma.

La risposta delle associazioni
Le associazioni di categoria e l’Ance, l’Agi, l’Oice, l’Ancpl e Confindustria non sono d’accordo con il decreto legge e, ancor prima della emanazione del provvedimento, hanno manifestato la propria protesta.

Nel metodo: dopo tre mesi di trattativa viene portato unilateralmente all’approvazione un testo non conosciuto dalle organizzazioni del settore – dichiarano in un comunicato stampa – “Nel merito: quanto proposto non scongiura il fermo dei cantieri in quanto limita l’intervento al solo 2008 e destina 300 milioni alle sole amministrazioni dello Stato (cioè ai Ministeri) non prendendo in considerazione quanto avviene per gli stessi problemi negli enti locali“.

Quanto all’uso di questi fondi, – aggiungono – si resta in attesa di conoscere con puntualità a quali opere siano destinati. Dobbiamo ulteriormente rilevare come un ben diverso atteggiamento è stato assunto per altri settori, sicuramente in crisi, ma certamente molto meno rilevanti rispetto al settore delle costruzioni  sia per numero di occupati sia per la funzione antirecessiva che è in grado di svolgere per l’economia del paese“.


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