Carbonatazione del calcestruzzo. Lanciato un nuovo strumento di diagnosi

L’azione dell’anidride carbonica naturalmente presente nell’atmosfera, unita alla presenza di umidità, provoca il fenomeno della carbonatazione del calcestruzzo. Come noto, questo materiale è caratterizzato da un elevato valore di pH (alcalinità) che protegge i ferri di armatura dal rischio di un’eccessiva corrosione. Nonostante questo, come accennato, il contatto con la CO2 dell’aria e l’azione acida delle piogge provoca l’aggressione delle armature in acciaio che, ossidandosi, provocano l’aumento di volume dei ferri, causando l’espulsione dei copriferri.

Infatti, l’anidride carbonica reagendo chimicamente con la calce presente nel calcestruzzo, la trasforma in carbonato di calcio (calcare) e vapor acqueo. Il calcare ha valori di pH più bassi della calce (intorno a 9 contro 13-14 della calce).
Quando il pH scende sotto 11, l’ambiente diventa ostile per i ferri di armatura che si depassivano, cioè diventano vulnerabili all’attacco dell’ossigeno e dell’acqua e quindi si arrugginiscono (fonte netconcrete.info).

La diagnosi precoce del fenomeno della carbonatazione diventa pertanto un fattore critico per monitorare l’eventuale degrado del calcestruzzo. A questo proposito, di recente è stato lanciato sul mercato uno strumento accurato per misurare la profondità di carbonatazione attraverso un’indagine veloce, semplice e a prezzo contenuto. Carbontest®, questo il nome del dispositivo, è stato introdotto dalla Tecnoindagini srl, società di diagnostica per l’edilizia.

L’indagine Carbontest® è basata su un diverso principio di estrazione: non più un campione cilindrico ma polvere di calcestruzzo. L’estrazione del calcestruzzo polverizzato è molto più agevole e non arreca danni alla struttura. L’analisi, mediante fenolftaleina, mantiene, invece, la stessa precisione e accuratezza dei metodi tradizionali. Questo è possibile grazie alla progettazione di uno strumento in grado di convogliare ordinatamente le polveri in un’apposita provetta studiata per eseguire direttamente l’analisi delle polveri. Uno strumento ergonomico, leggero e maneggevole, utilizzabile da una singola persona.
Infine, lo snellimento delle procedure di indagine permette la possibilità di sottoporre a indagine anche manufatti più piccoli e a uso privato.


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