Baratto amministrativo come incentivo alla riqualificazione delle aree urbane

Baratto amministrativo come forma incentivante di riqualificazione partecipata delle aree urbane

Il baratto amministrativo è stato introdotto con l’articolo 24 del decreto legge 133/2014 (poi legge 164/2014) e nasce per venire incontro ai cittadini in difficoltà nel pagamento di una tassa locale. Successivamente con l’art.190 del d.lgs. n. 50/2016 (nuovo Codice degli appalti) il legislatore ha stabilito quanto segue: “Gli enti territoriali possono definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di contratti di partenariato sociale, sulla base di progetti presentati da cittadini singoli o associati, purché’ individuati in relazione ad un preciso ambito territoriale. I contratti possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze o strade, ovvero la loro valorizzazione mediante iniziative culturali di vario genere, interventi di decoro urbano, di recupero e riuso con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati. In relazione alla tipologia degli interventi, gli enti territoriali individuano riduzioni o esenzioni di tributi corrispondenti al tipo di attività svolta dal privato o dalla associazione ovvero comunque utili alla comunità di riferimento in un’ottica di recupero del valore sociale della partecipazione dei cittadini alla stessa.”

Secondo la Corte dei Conti, sezione Emilia Romagna, per l’introduzione del baratto amministrativo è necessario che le deliberazioni del Comune siano adottate sulla base dei poteri di natura regolamentare previsti dall’art. 52 del d.lgs. n. 446/1997 e che contengano i criteri e le condizioni in base alla quale i cittadini, singoli o associati, possano presentare progetti relativi ad interventi di riqualificazione del territorio.

È altresì necessario, si legge nella deliberazione, che sussista un rapporto di stretta inerenza tra le esenzioni e/o riduzioni di tributi che il Comune può deliberare e le attività di cura e valorizzazione del territorio che i cittadini possono realizzare. L’esenzione o la riduzione dal pagamento dei tributi locali, inoltre, deve essere concessa per un periodo limitato e definito di tempo e soprattutto non può riguardare debiti fiscali pregressi (relativi ad anni precedenti a quello in cui si effettua l’intervento a favore della collettività) del cittadino.

Il baratto amministrativo diviene un modo innovativo per ricoprire la partecipazione dei cittadini al bene comune, consentendo ai Comuni di risparmiare sui servizi manutentivi di pulizia di verde pubblico e piccoli lavori su immobili comunali. In un’ottica di spending review il principio da tener presente è che l’intervento del cittadino è sostitutivo di quello del Comune e quindi il valore delle prestazioni non può essere superiore al valore delle prestazioni pagate dal Comune senza l’intervento del cittadino.

Articolo dell’ing. Pietro Salomone


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