Bandi di progettazione: è la legge della giungla

Diffusa arbitrarietà nella determinazione dei compensi da porre a base d’asta; ribassi medi del 40% e massimi anche del 100%; crescente marginalizzazione dei liberi professionisti nel mercato dei bandi pubblici di progettazione.
Sono queste le conseguenze della liberalizzazione dei compensi professionali che emergono analizzando i risultati del monitoraggio, realizzato dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri, sui bandi di gara per l’affidamento dei servizi di ingegneria (progettazione, direzione lavori, coordinamento per la sicurezza, collaudo, misura e contabilità, ecc.) pubblicati nel 2009.

Il monitoraggio ha rilevato 3.387 bandi di gara per l’affidamento di servizi di ingegneria, per un importo a base d’asta complessivo superiore ai 23 miliardi di euro. Di essi, 1.326 riguardano bandi in cui è richiesta almeno una delle fasi di progettazione senza l’esecuzione dei lavori (valore a base d’asta di circa 300 milioni di euro).
Una quota di poco inferiore (1.131 bandi) prevede, oltre alla progettazione, anche l’esecuzione dei lavori, 134 dei quali in project financing (per un valore complessivo di circa 22 miliardi di euro, praticamente il 98% dell’intero valore economico dei bandi presi in esame).
Gli altri 930 bandi rimasti riguardano per la maggior parte altri servizi di ingegneria come collaudi, direzione lavori, studi di fattibilità, ecc.

Come è noto, a seguito delle modifiche apportate al Codice dei contratti pubblici dal d.lgs. 152/2008, dal 17 ottobre 2008 è diventato facoltativo per le stazioni appaltanti utilizzare i corrispettivi, di cui attualmente al d.m. 4 aprile 2001, per la determinazione degli importi da porre a base d’asta per gli affidamenti degli incarichi di progettazione: nel 2009 oltre il 60% dei bandi non vi fa riferimento.
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato, nella sua recente Indagine conoscitiva riguardante il settore degli ordini professionali, ha affermato che “la disposizione in esame” (ossia quella che da facoltà alle stazioni appaltanti di utilizzare i “corrispettivi” per l’individuazione della base d’asta nelle gare pubbliche) può “alterare il libero gioco della concorrenza” e ne ha richiesto l’abrogazione.

Con questa richiesta l’Autorità garante della concorrenza conferma di avere nei professionisti il suo “bersaglio” principale se non esclusivo.

È infatti noto che la base d’asta per le attività di esecuzione dei lavori pubblici continua a essere stabilita facendo obbligatoriamente riferimento a prezzari regionali, aggiornati annualmente, i quali assumono la stessa funzione dei “corrispettivi” di cui al d.m. 4 aprile 2001, utilizzabili però solo facoltativamente dalle stazioni appaltanti. Non risulta che l’Autorità abbia mai censurato il ricorso obbligatorio da parte delle stazioni appaltanti a tali prezzari, di cui beneficiano le imprese di costruzione.

Le aggiudicazioni
Venendo alle aggiudicazioni, nel 2009 sono state aggiudicate 1.262 gare inerenti servizi di ingegneria. Per quanto riguarda le gare in cui era richiesta almeno una delle fasi di progettazione senza l’esecuzione dei lavori, l’importo medio di aggiudicazione si aggira attorno ai 280.000 euro, con un ribasso medio pari al 39,1%. Il 25,4% delle aggiudicazioni tuttavia fa registrare ribassi superiori al 50% e un ribasso massimo addirittura del 100%.
A livello regionale, il ribasso medio più contenuto si registra in Valle d’Aosta (28,8%) mentre significativamente superiori alla media sono quelli registrati in Abruzzo (53,2%), Emilia-Romagna (49,2%), Piemonte (48,5%), Toscana (46,3%), Umbria (45,1% e Campania (44,8%).

Per l’incarico di coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione si registrano ribassi compresi tra il 6,8% e il 73,1% per una media pari al 41,4% sebbene, come tutte le prestazioni attinenti alla sicurezza, dovrebbero essere escluse dal ribasso in fase di aggiudicazione.
Nei casi in cui il bando prevedeva lo svolgimento di tutte e tre le fasi di progettazione (preliminare, definitiva ed esecutiva) unitamente ai servizi di direzione lavori e coordinamento della sicurezza nella fase sia di progettazione che di esecuzione, il ribasso medio è stato del 36,2% con un picco del 75%.
Quando i bandi aggiudicati riguardano congiuntamente le attività di progettazione e quelle di esecuzione dei lavori il ribasso medio è praticamente la metà di quello riscontrato nei bandi di sola progettazione, pari al 19,8%. Sono dunque soprattutto le prestazioni professionali a essere “devastate” da una competizione basata sull’elemento “prezzo.

Nonostante queste evidenze, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato continua ad affermare che “… non si rinvengono ragioni che giustifichino restrizioni alla concorrenza con riguardo alla determinazione del compenso dei professionisti per prestazioni professionali relativi ai lavori pubblici”.
In realtà di ragioni ve n’è più d’una. In base a una stima, i “risparmi” determinati dalla libera ribassabilità dei corrispettivi degli incarichi di progettazione, rispetto alla possibilità di apportare una riduzione massima del 20%, nel 2009 sono stati pari allo 0,7% del costo delle opere alle quali tali servizi di progettazione si riferiscono.

Tali risicati vantaggi, in termini di riduzione dei costi per le stazioni appaltanti, non compensano in alcun modo i rischi (di costo finale, rispetto dei tempi, sicurezza) che una progettazione “al massimo ribasso” comporta. È per questo che la Germania continua a determinare i compensi di ingegneri e architetti attraverso tariffe vincolanti per legge mentre gli Stati Uniti vietano il ricorso al criterio del “massimo ribasso” per l’affidamento di incarichi pubblici di progettazione.

Ma l’effetto più evidente della liberalizzazione dei compensi per le prestazioni di ingegneria nel settore dei lavori pubblici è la progressiva marginalizzazione dei liberi professionisti.
Essi sono di fatto esclusi dai bandi che assegnano congiuntamente incarichi di progettazione ed esecuzione lavori (che costituiscono la quasi totalità dei bandi e nei quali la dinamica concorrenziale sul prezzo è molto meno stringente rispetto ai bandi di sola progettazione); in termini numerici, solo il 2,6% dei bandi di progettazione ed esecuzione aggiudicati nel 2009 è stato acquisito dai liberi professionisti (individuali, associati o strutturati in forma di società di ingegneria).

Il presente articolo è tratto dalla premessa e sintesi del volume Monitoraggio sui bandi di progettazione (anno 2009) a cura del Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri


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