Processo edilizio. Gli attori, l’evoluzione e le fasi del processo costruttivo

Processo edilizio. Gli attori, l’evoluzione e le fasi del processo costruttivo

processo costruttivo

Nel processo edilizio operano una serie di Enti a cui è attribuito, nelle diverse fasi, un ruolo e dei compiti specifici:

  • gli Enti Pianificatori: cui spettano le scelte di fondo e di programmazione ai vari livelli;
  • gli Enti Normatori: cui spettano l’emanazione e l’aggiornamento delle norme riguardanti il processo;
  • gli Enti Decisionali e di Controllo: cui spetta il controllo del processo edilizio per quanto riguarda sia le responsabilità decisionali, sia la verifica di rispondenza del processo alla normativa;
  • gli Enti di Attuazione: cui spetta l’attuazione degli interventi;
  • gli Enti di Ricerca e Progettazione: cui spettano la ricerca e la progettazione relativa al sistema residenziale ed al prodotto edilizio;
  • gli Enti di Esecuzione e Produzione: cui spetta la produzione del prodotto edilizio.

Al di sopra di tutti questi Enti esiste l’utenza, cui spetta l’uso dei beni finali ed a cui ogni Ente deve o dovrebbe fare continuamente riferimento.

Essa interviene nelle varie fasi con peso diverso configurandosi come principale soggetto che, qualora operi in qualità di Committenza, diventa anche uno dei principali Enti attuatori presenti nel processo.

Il committente è la figura principale di qualsiasi operazione, infatti in qualità di proprietario, è l’unico che ha il titolo per intervenire sulle trasformazioni del territorio.

Durante la fase progettuale intervengono come suoi delegati, sia per la progettazione che per la sicurezza, i professionisti, mentre il controllo del progetto è compito degli Enti a cui è demandata l’applicazione della normativa vigente.

Nella fase esecutiva, accanto ai professionisti e agli Enti controllori, interviene l’impresa a cui è affidato il compito della realizzazione dell’opera.

Come si è evoluto nel tempo il processo costruttivo?

Nel passato il processo costruttivo era basato sul sistema costruttivo tradizionale, ovvero nella realizzazione di murature portanti e iniziava con le operazioni di scavo, realizzate manualmente con pala e piccone; proseguiva con la posa dei corsi di mattoni per realizzare le murature portanti e si concludeva con la realizzazione della copertura.

Negli ultimi 30 anni, l’industria delle costruzioni ha subito rilevanti modifiche. Da una parte si sono sperimentate tecnologie costruttive sempre più evolute per la produzione di elementi tecnici; dall’altra si è proceduto verso una razionalizzazione del cantiere sempre più spinta. Ciò ha portato inevitabilmente a un contenimento dei costi di produzione, spesso in conflitto con la qualità finale degli edifici.

L’evoluzione delle tecnologie costruttive è stata, nel tempo, divulgata attraverso una produzione manualistica.

Con l’introduzione del calcestruzzo armato si è realizzato per la prima volta nella storia una forte differenziazione delle operazioni costruttive. Tale materiale ha condotto, infatti, ad una netta separazione tra le attività destinate alla realizzazione di fondazioni, strutture portanti (verticali e orizzontali) e opere di completamento (finiture ed impianti).

Questa distinzione in fasi del processo costruttivo è stata nel tempo ulteriormente accentuata dallo sviluppo:

  • del macchinario da cantiere: escavatori, pale per la movimentazione del terreno, centrali di betonaggio per la produzione di grandi quantità di calcestruzzo, gru di diverso tipo per il sollevamento dei carichi in quota (derrick, blondin, a torre, ecc.);
  • di molteplici tipologie di attrezzature: casserature per getti di cemento armato, intonacatrici, ecc.;
  • di materiali innovativi: colle, materiali sigillanti, schiume a rapida espansione, isolanti termici ed acustici, rivestimenti di varie tipologie, vetri speciali, ecc.

In conseguenza di questo fenomeno, la prima fase del processo costruttivo (scavi e fondazioni) ha subito un accentuato processo di “industrializzazione” (grazie all’introduzione del macchinario di cantiere) e di “specializzazione” (grazie alla formazione di imprese specificatamente orientate a questa attività).

Ciò ha portato a una sempre più netta differenziazione tra le tre fasi che costituiscono il processo costruttivo.

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Quali sono le fasi del processo costruttivo?

Il processo costruttivo può essere suddiviso in tre fasi principali:

  1. la preparazione del terreno, la realizzazione degli scavi e delle fondazioni dell’edificio;
  2. l’elevazione della struttura portante verticale ed orizzontale. In questo caso il procedimento varia a seconda del sistema costruttivo utilizzato (sistema costruttivo tradizionale, razionalizzato o ibrido, industrializzato a piè d’opera o prefabbricato). La struttura portante costituisce l’ossatura dell’opera. Il suo compito è quello di sopportare e trasmettere alle fondazioni (e quindi al terreno) i carichi agenti sulla costruzione;
  3. la realizzazione delle chiusure verticali esterne opache e delle finiture, ovvero delle partizioni interne, dei rivestimenti orizzontali e verticali (esterni ed interni all’edificio), delle opere di completamento e degli impianti (partizioni interne, rivestimenti, opere di completamento, ecc.). Nell’ambito di questa terza fase è necessario distinguere tra le operazioni di natura edile e quelle impiantistiche. Si tratta di una fase complessa caratterizzata da una molteplicità di operazioni e manodopera specializzata e da costi elevati (le finiture influiscono più del 50% sul costo complessivo della costruzione).

Oggi la realtà della maggior parte dei cantieri di media/grande dimensione vede applicato il modello del cantiere come “luogo di assemblaggio” più che come un “luogo di produzione” del manufatto edilizio. Infatti, la “fase 3” è oggi caratterizzata da un numero elevato di soggetti specializzati che intervengono in maniera mirata su una singola lavorazione, con un ricorso sempre più frequente a tecniche costruttive a secco e di rapida esecuzione. L’unico momento ancora legato alla “produzione in loco” nella sua interezza è la fase 1.

Ne consegue la sempre maggior importanza che ricoprono le figure di coordinamento dell’intera filiera produttiva all’interno di un cantiere di media complessità. In una sola parola: Project Management.

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