Assunzioni di ingegneri, una crescita impetuosa

Nel 2008 le imprese italiane hanno previsto l’assunzione di 26.220 laureati in ingegneria, quasi il 36% in più rispetto al 2007. Il dato confortante proviene dalla rilevazione del Sistema informativo Excelsior (Unioncamere – Ministero del lavoro) per conto del Consiglio nazionale degli ingegneri relativo ai Fabbisogni professionali e formativi delle imprese italiane nell’industria e nei servizi per il 2008.

Anche se lo studio si è svolto nel periodo compreso tra febbraio e maggio 2008, ossia un periodo precedente allo scoppio virulento della crisi nei mercati finanziari, il dato conferma l’accresciuta capacità del sistema produttivo italiano di assorbire competenze di ingegneria, in misura addirittura superiore alla “produzione” di laureati del sistema universitario.
Siamo dunque arrivati a una situazione che ribalta quella avuta negli anni passati, quando la difficoltà delle imprese nella ricerca di giovani ingegneri era dovuta all’aspetto “qualitativo”, cioè alla mancata corrispondenza tra qualifiche ed esperienze richieste dal sistema produttivo e quelle possedute dai laureati in ingegneria presenti sul mercato. Oggi invece, in base a quanto rilevato dall’indagine del Centro studi del Cni, la difficoltà è di carattere “quantitativo”, poiché l’offerta appare inferiore rispetto alla domanda d’impresa.

Tra i laureati di ingegneria, i più richiesti sono quelli che hanno seguito i corsi dell’indirizzo elettronico e dell’informazione (10.500 assunzioni, pari al 40% del totale) e quelli che hanno completato il percorso di studi nell’ambito industriale (9.220 assunzioni, pari al 35,2% del totale). Meno entusiasmanti le performance degli ingegneri dell’indirizzo civile e ambientale con appena 2.720 assunzioni (10,4% del totale) e di quelli laureati nei restanti indirizzi che contano 3.780 assunzioni per il restante 14,4% del totale.
Questi dati confermano quanto si è assistito nel corso del 2008. Durante l’anno passato il settore trainante per l’occupazione degli ingegneri si è dimostrato il settore industriale con il 53% delle assunzioni previste.
Dato interessante è anche la diminuita diffidenza verso i laureati triennali. Oltre il 18% delle assunzioni destinate ai neo-ingegneri è specificatamente rivolto ai laureati di primo livello. Si tratta di un dato rilevante, se confrontato con il misero 8.6% del 2007. Continua a permanere comunque la sensazione che i laureati di primo livello siano utilizzati dalle imprese per mansioni fino a qualche anno fa assegnate ai diplomati degli istituti tecnici e professionali. Una parziale conferma di questa “sensazione” si rileva dal fatto che la quota più elevata di assunzioni indirizzate esclusivamente ai laureati triennali è rappresentata dagli ingegneri dei settori civile e ambientale (21,2%) per quelle mansioni normalmente assegnate a geometri e periti.

Tutto bene, dunque?
Non è tutto “rose e fiori”, purtroppo. Il titolo di studio, per quanto autorevole come quello di ingegneria, da solo è insufficiente a garantire al neolaureato un immediato inserimento nel mondo del lavoro. A oltre sette ingegneri su dieci è richiesta esplicitamente una precedente esperienza lavorativa, possibilmente specifica nello stesso settore di inserimento.
Per più della metà delle assunzioni, inoltre, si rende necessario lo svolgimento di un ulteriore periodo di formazione in azienda.
La forma contrattuale principe continua a rimanere il tempo indeterminato (66,3%), ma la quota diminuisce anno dopo anno e ha raggiunto nel corso dell’anno passato il minimo storico. Aumenta di conseguenza il ricorso al tempo determinato che interessa il 21,6% delle assunzioni di laureati in ingegneria contro il 19,1% del 2007.

Dalle regioni
Le imprese della Lombardia e del Lazio si confermano le principali “fornitrici” di occupazione per i laureati di ingegneria con oltre il 40% della domanda. In recupero anche Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Campania, Toscana e Puglia che offrono complessivamente il 43,8% delle assunzioni, mentre lo scorso anno non arrivavano al 38%. Più difficoltà le incontrano i neo-laureati delle regioni centro meridionali di Calabria, Sardegna, Umbria, Molise e Basilicata. I dati del 2008 mostrano comunque segnali di vitalità anche per il Mezzogiorno nel suo complesso, tanto che le imprese molisane e pugliesi hanno realizzato in assoluto le migliori performance di crescita occupazionale per i laureati in ingegneria.

Ingegneri cercansi

Mauro Ferrarini


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