Assegni, si cambia ancora

Dal 25 giugno scorso è nuovamente cambiata la disciplina che regola la circolazione di assegni e contanti. Sono così caduti alcuni dei vincoli che erano stati fissati dal decreto legislativo 231/2007 per contrastare il fenomeno del riciclaggio e resi operativi dal 30 aprile di quest’anno.

Infatti il decreto 112/2008, convertito in legge il 5 agosto 2008 (la c.d. manovra estiva), ha apportato significative modifiche.
È stata talmente breve la “vita” delle disposizioni introdotte dal d.lgs. 231/2007 (il c.d. decreto antiriclaggio) che il Ministero dell’economia ha subito assicurato che saranno cancellati i procedimenti sanzionatori avviati contro coloro che avevano violato le  norme, ora decadute, nelle scorse settimane.

Per quanto riguarda i pagamenti, infatti, il decreto del Governo ha fatto un passo indietro, ripristinando alcuni aspetti della precedente normativa.
Il decreto 112/2008 ha infatti alzato nuovamente a 12.500 euro il tetto massimo per il trasferimento in contanti, per gli assegni bancari, postali e circolari trasferibili e per il saldo dei libretti di deposito bancari e postali al portatore. Le norme del decreto legislativo 231/2007 (in vigore in pratica dal 30 aprile fino al 24 giugno) avevano invece abbassato la soglia a 5.000 euro.
Quindi da mercoledì 25 giugno è possibile di nuovo emettere assegni bancari, postali e circolari trasferibili, se di importo unitario inferiore a 12.500 euro. Gli assegni da 12.500 euro in su restano «non trasferibili» e possono essere incassati dal solo e unico beneficiario, direttamente o a mezzo banca.
Cade anche l’obbligo al “girante”, a pena di nullità del titolo di credito, di scrivere il proprio codice fiscale nella girata degli assegni trasferibili.

È invece fatto salvo l’impianto base del decreto antiriciclaggio, che la manovra d’estate non ha toccato.
Per esempio, sono stati confermati i vincoli più restrittivi destinati al circuito Money transfer, che possono veicolare somme inferiori ai 2.000 euro o 5.000 nel caso chi ordina l’operazione dimostri la congruità, rispetto alle sue condizioni economiche
Infine, gli istituti di credito e le poste continueranno a fornire ai propri clienti, come regola, assegni “non trasferibili”. Per ottenere titoli liberi, i clienti dovranno fare una richiesta scritta e pagare il bollo di 1,5 euro per ogni modulo.


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