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Mario Monti e la Legge di Stabilità minacciano le Professioni?

Mario Monti e la Legge di Stabilità minacciano le Professioni?

La domanda è provocatoria, ma nel momento di crisi che sta attraversando l’Italia appare giustificata l’attesa spasmodica con cui il mondo delle libere professioni attende le prime decisioni del nuovo esecutivo guidato dal prof. Mario Monti. Già ora però, occorre registrare la presenza di un ‘codicillo’ contenuto nella Legge di Stabilità appena approvata che potrebbe abolire gli ordini professionali.

 

Nello specifico si tratta del comma 2 dell’articolo 10 della legge 183/2011, dove si introduce nell’articolo 3 del d.l. 138/2011 un comma 5 bis (il codicillo), che consente che le norme vigenti sugli ordinamenti professionali siano abrogate con effetto dell’entrata in vigore del regolamento governativo.
Per essere più sintetici”, si legge in un intervento del presidente dell’avvocatura de Tilla sul sito mondoprofessionisti.it, “gli ordini sono sotto la mannaia dell’abrogazione degli ordinamenti, con un semplice provvedimento governativo”.

 

Ma non è solo la Legge di Stabilità a rendere nervosi i professionisti. Sempre su mondoprofessionisti.it, il direttore responsabile Luigi Berliri invita a dare un’occhiata al Rapporto Attali del 2007 che l’allora neoletto Sarkozy commissionò a un panel di esperti per tracciare delle linee guida in grado di favorire lo sviluppo del paese (leggi su Mondoprofessionisti.it Professioni e mercato: con Monti lacrime e sangue).

 

Ebbene, tra gli autori del documento vi era anche l’attuale premier Monti ed erano numerose le proposte che toccavano gli ordini professionali tra queste, scrive Berliri, vi erano “la soppressione di ogni regolamentazione non più giustificata dall'interesse dei consumatori, la sostituzione delle barriere all'ingresso con incentivi per assicurare la capillarità dei servizi professionali sul territorio, l’autorizzazione alla pubblicità dei professionisti anche se nel rispetto di indirizzi deontologici, l'eliminazione del numero chiuso nell'accesso alle professioni (a meno che non sia giustificato dall'interesse dei consumatori e non esistano misure alternative) e l’abolizione delle tariffe minime” (leggi anche Riforma delle professioni. Minimi Tariffari? La solita tiritera).

 


E, a proposito dell’abolizione delle tariffe, si registra la posizione del CNAPCC che in una nota diffusa ieri denuncia come “aver eliminato, dal testo della Legge di Stabilità, ogni riferimento, anche solo informativo, alle tariffe professionale non sarà solo lesiva proprio della dignità dei professionisti, ma esporrà i consumatori a truffe come quelle che già circolano su internet dove per 50 euro si offrono prestazione professionali complesse

 

Certo è comunque che anche il Rapporto Attali raccomandava di vigilare sul mantenimento di una qualità professionale ‘minima’ per garantire ai consumatori la qualità del servizio reso. Dunque a chi invoca, anche per il mondo delle professioni, il potere del mercato come unico giudice, dobbiamo ricordare quanto ha detto in occasione del Congresso nazionale degli Ingegneri di Bari il presidente del Centro Studi del CNI, ing. La Pietra: “Il mercato interviene troppo tardi ad espellere il cattivo medico (il paziente muore), il cattivo avvocato (la giustizia è negata), il cattivo ingegnere (il ponte crolla)”. A buon intenditor, poche parole.

 

Fonti:
CNAPCC
Mondoprofessionisti.it

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