Incentivi fotovoltaico. Le definizioni del “Made in EU” soddisfano gli operatori
Decisamente positive le reazioni degli operatori del settore fotovoltaico per le regole che premiano con incentivi maggiorati gli impianti che, lavoro a parte, sono realizzati con componenti prodotti e assemblati in Europa. Esprime soddisfazione Valerio Natalizia, presidente del GIFI, che nello scorso mese di giugno ha inoltrato al Gestore dei servizi energetici e al Ministero dello sviluppo economico delle proposte per la definizione delle regole per il riconoscimento dei componenti “Made in EU” (leggi anche Incentivi fotovoltaico. Disponibili le Regole Applicative e aggiornamento Regole Tecniche per Grandi Impianti).
“Buona parte delle nostre proposte sono state recepite”, ha commentato il presidente del GIFI, “ma dobbiamo anche evidenziare la presenza di alcuni punti di criticità”. In particolare, il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane ha evidenziato la difficoltà legata al controllo della provenienza della materia prima per i moduli FV extra UE e l’incertezza legata alla transitorietà, stabilita fino al 30 giugno 2012, delle disposizioni. Il GIFI denuncia inoltre l’impossibilità per i produttori europei di moduli ed inverter di produrre da subito i certificati di ispezione di fabbrica e le etichette sui prodotti conformi alle indicazioni del GSE.
“Al fine di dare il tempo a tutti i produttori EU di adeguarsi alle nuove regole e non bloccare il mercato, al MSE e al GSE – continua Natalizia - abbiamo proposto la presentazione di una dichiarazione sostitutiva in attesa della certificazione richiesta e una deroga di qualche mese per la modifica sulle etichette dei prodotti. Per dare poi certezza alla filiera industriale e sbloccare gli investimenti abbiamo richiesto che le regole del regime definitivo siano rese note il prima possibile”.
Positivo anche il giudizio sul premio assegnato al fotovoltaico “Made in EU” da parte di Filippo Levati, presidente IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane), secondo il quale, le regole ora sono chiare e limpide. Queste regole consentono all’industria del fotovoltaico di fare piani di sviluppo, quindi investimenti, assunzioni e innovazioni sulla base di norme certe. Perfettamente in linea con gli obiettivi comunitari, anche se va considerato che per la certificazione vengono indicati solo organismi che appartengono all' IECEE. Sono così esclusi quelli con accreditamento EN 45011, quindi di fatto quelli rilasciati dai principali enti di accreditamento italiani
Qualche ombra? La norma transitoria
Non tutto è però positivo per Penati. Il presidente di IFI, infatti, esprime delle perplessità sui contenuti della norma transitoria che attribuisce il premio anche a moduli in silicio cristallino extra Ue che contengano parti sostanziali di origine comunitaria.
Sul piano pratico, puntualizza Penati, è difficilmente applicabile. Nella forma è piuttosto generica e a tratti confusa. Si dice in sostanza che se il modulo viene prodotto in un paese extraeuropeo ha comunque diritto al premio se ci sono componenti europei. Ma gli strumenti per verificare se il silicio è stato raffinato in Europa, o dove sono state fatte le celle sono pochi e di difficile applicazione con meccanismi di controllo poco sicuri.
Potrebbero inoltre essere sollevate eccezioni rispetto alle disposizioni vigenti in termini di dichiarazione di origine delle merci applicate all’interno della stessa UE, senza considerare il potenziale rischio di vanificare la vera natura fondante del provvedimento che, nella interpretazione IFI, dovrebbe generare un volano per favorire selettivamente lo sviluppo industriale e l'innovazione produttiva sul nostro territorio.
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