Nuovo Piano Casa e Decreto Sviluppo. Giudizio in chiaroscuro per Confindustria FINCO
A pochi giorni dall’approvazione del Decreto Sviluppo, da parte del Governo, iniziano a essere formulati i primi giudizi sul testo, che apre una “nuova stagione” del Piano Casa (sarà quella buona?) e introduce novità di semplificazione e di incentivazione nell’ambito dell’edilizia privata e in quello dei lavori pubblici. Tra le prime reazioni si segnala quella di Confindustria FINCO che esprime un giudizio complessivamente positivo sul testo del decreto, esprimendo però qualche nota di preoccupazione. Vediamo allora ciò che “piace” agli industriali e cosa, invece, li rende perplessi.
Gli elementi positivi
Alla Federazione Industrie Prodotti Impianti e Servizi per le Costruzioni piacciono ovviamente tutte le misure contenute nel decreto che mirano alla semplificazione delle procedure e alla trasparenza del processo edilizio.
Ecco allora giudizi positivi per l’istituzione della Banca dati nazionale dei contratti pubblici e l’obbligo dei Comuni di pubblicare sui propri portali gli strumenti urbanistici di dettaglio.
Sul fronte della semplificazione burocratiche e procedurali trovano consenso le misure dell’estensione dell’operatività della SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività) al posto della DIA e la formazione agevolata del silenzio assenso per il rilascio del permesso di costruire salvo particolari vincoli ambientali, paesaggistici e culturali.
Sempre nel solco della semplificazione si inserisce l’obbligo di comunicazione alla Pubblica Sicurezza assolto attraverso la registrazione dei contratti di compravendita, senza ulteriori adempimenti.
Nuova Piano Casa
Sul tema delle misure per incentivare la ripresa del mercato delle costruzioni, non potevano che essere giudicate con favore la serie di misure per fare decollare il Piano Casa, che nell’ultimo anno si è accartocciato su sé stesso, senza produrre quella scossa che Politica e Industria si attendevano.
Bene dunque, per FINCO, la decisione di sviluppare un dispositivo di legge “quadro” per incentivare la riqualificazione delle aree urbane.
Poiché Errare humanum est, Perseverare diabolicum, questa volta sarà opportuno fissare anche un termine per il recepimento di questa nuova legge da parte delle Regioni!
Giudizio positivo anche per l’impossibilità di interruzione dei tempi di formazione del silenzio assenso e comunque solo in relazione alla richiesta di documentazione ulteriore non già in possesso dell’amministrazione; apprezzamento per l’idea di una “banca delle cubature”, e per la possibilità di prevedere una sagoma diversa nella demolizione e ricostruzione legata all’armonizzazione architettonica, ed anche quella di effettuare tali tipologie di interventi per i manufatti condonati. Positiva anche la previsione di volumetria premiale fino al 10% degli edifici non adibiti ad uso residenziale.
I nodi da sciogliere
Ma il giudizio della Federazione confindustriale del settore edile non è, come accennato, tutto positivo. Permangono, in particolare, tre nodi.
1. Il primo riguarda il tenore percentuale dell’agevolazione volumetrica premiale in caso di abbattimento e ricostruzione, la cui limitazione al 30% sembrerebbe persistere ed ha costituito uno dei principali limiti allo sviluppo del precedente Piano Casa.
2. Il secondo è dato dalla circostanza che le Regioni restano titolari in “forma concorrente” della materia (escluse le Autonome, titolari appieno), con il conseguente rischio di un allungamento dei tempi operativi già riscontrato nella precedente ‘edizione’ del Piano.
3. Il terzo riguarda alcuni aspetti concernenti l’assetto delle categorie specialistiche nei lavori pubblici, rispetto al quale FINCO ritiene “non potere non sottolineare come sarebbe assolutamente opportuno che gli operatori di queste ultime vengano consultate.”
Misure per i lavori pubblici … Rimandato a settembre
Circa le anticipazioni sull’art. 4 del decreto legge riguardante la costruzione delle opere pubbliche, la FINCO non si sbilancia … diciamo che lo “rimanda a settembre”.
Infatti, da un lato, è positiva la proroga al dicembre 2013 del decennio entro cui valutare ai fini della qualificazione i lavori effettuati, come anche la pubblicità dei bandi di gara nel caso di affidamenti sottosoglia, soglia elevata al milione di euro per la procedura negoziata ed a 1,5 milioni per la procedura ristretta semplificata.
Perplessità, invece, sono avanzate per l’esclusione automatica delle offerte anomale e per la ventilata eliminazione dei controlli ex ante in sede di gara.
Altro elemento che non convince i vertici FINCO è la compensazione prezzi dei materiali da costruzione che prevederebbe il “rimborso” soltanto della metà dell’aumento eccedente il 10% come anche sullo slittamento di 6 mesi della entrata in vigore del Regolamento e dei relativi adempimenti.
Limitatamente a quest’ultimo caso, il suggerimento proposto dagli industriali sarebbe quello di prevedere una regolare entrata in vigore del Regolamento a giugno 2011, spostando semplicemente di 6 mesi l’obbligatorietà dell’applicazione delle nuove categorie ai bandi di gara (cioè al giugno 2012).
Bocciatura senza appello, invece sul tema di attestazione delle superspecialistiche, pesanti riserve vengono infatti espresse circa la sospensione dell’operatività dell’art. 107 comma 2 (elenco delle nuove categorie superspecialistiche) del Codice dei Contratti Pubblici, fino all’entrata in vigore del Regolamento, slittata a fine 2011.
Insomma, alla fine il Decreto Sviluppo verrà promosso o dovrà ripetere l’anno? Staremo a vedere
di Mauro Ferrarini
Fonte FINCO
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