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Prevenzione del rischio sismico. Novità in Toscana e Campania

Prevenzione del rischio sismico. Novità in Toscana e Campania

Novità normative e stanziamenti per l’antisismica arrivano dalla Toscana e dalla Campania. Interessati a queste disposizioni saranno gli edifici scolastici in Campania, mentre nel territorio toscano la prevenzione del rischio sismico e idrogeologico riguarderà il territorio. Vediamo nello specifico di cosa si tratta.

In Campania, l’assessore alla Protezione civile e ai lavori pubblici, ha emanato un provvedimento che prevede lo stanziamento di 7.500.000 di euro per l’adeguamento antisismico dell’edilizia scolastica regionale (asili nido, scuole materne ed edifici scolastici in generale).
Questi fondi sono destinati ai Comuni nei cui territori, ad alto rischio sismico, si trovano strutture scolastiche di proprietà. L’assessore ha dichiarato in una nota che il bando finanzierà “solo il miglioramento sismico dei fabbricati esistenti, senza intervenire su strutture troppo fatiscenti, che invece sono da ricostruire”.
In particolare nel bando saranno favoriti gli enti locali che proporranno lavori di adeguamento mediante l’utilizzo di tecniche antisismiche, scelte progettuali e materiali innovativi.

Concessione contributi straordinari ai Comuni, ai sensi della l.r. 3/2007 – art. 64 – comma 1 – lettera b), per la messa in sicurezza sismica degli edifici scolastici, anche adibiti ad asilo nido e scuole materne (l.r. n. 16 del 7 dicembre 2010 - Deliberazione di g.r. n. 938 del 21 dicembre 2010), pubblicato sulla B.U.R. Campania n. 22 del 4 aprile 2011

Prevenzione rischio sismico e tutela del territorio: in Toscana la Regione interviene sui Comuni
In Toscana sono imminenti novità che renderanno più severi i controlli e le procedure di pianificazione del territorio per il miglioramento dei rischi sismici, idrogeologici e idraulici.
È stato infatti approvato dalla giunta regionale il regolamento di attuazione della legge regionale 1/2005 in materia di indagini geologiche.

In sintesi, i Comuni per approvare qualsiasi strumento di governo e pianificazione del territorio, dovranno prima avere incassato l’ok dalla regione. Occorrerà quindi ottenere l’esito positivo del controllo da parte della Regione, tramite gli uffici del Genio Civile, che avrà esaminato le indagini geologiche eseguite a corredo degli strumenti di pianificazione.
In pratica, mentre in passato il Genio Civile esprimeva un parere non vincolante, adesso l’esito del controllo del Genio Civile è inderogabile.

Il regolamento – ha dichiarato l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini – nasce dalla consapevolezza che le indagini geologiche di supporto alla pianificazione urbanistica costituiscono un patrimonio importante nella prevenzione dei rischi idrogeologici e sismici connessi all’uso del territorio e questo ci ha indotto a rendere ancora più incisivo lo strumento. Inoltre c’è la necessità di allineare il regolamento e le sue direttive alla normativa tecnica sulle costruzioni, in particolare per quanto riguarda gli aspetti sismici. Aggiungo che il carattere vincolante dell’esito del controllo del Genio, obbliga i Comuni a predisporre atti che offrano maggiori garanzie di tutela della pubblica incolumità per gli aspetti idrogeologici e sismici”.



Le principali novità
1. Per accedere al controllo, il Comune dovrà presentare tutta la documentazione necessaria al Genio civile. La struttura regionale così rilascerà un cosiddetto “accertamento formale” a garanzia della completezza della documentazione in modo tale che il successivo controllo possa avere tutti gli elementi necessari su cui lavorare.

2. Riguardo gli aspetti sismici, in sede di formazione dei piani strutturali e di nuovi regolamenti urbanistici o di varianti, sarà necessario adeguare le indagini geologiche ai criteri nazionali di microzonazione , ovvero quella tecnica di analisi sismica che ha lo scopo di riconoscere ad una scala sufficientemente piccola le condizioni geomorfologiche locali che possono alterare più o meno sensibilmente le caratteristiche del movimento sismico atteso (leggi anche Antisismica. Microzonazione sismica, amplificazione locale e Vs30).

3. Aumentano i casi in cui le indagini geologiche sono sottoposte a controllo obbligatorio. Per esempio nelle zone classificate a pericolosità elevata dal punto di vista sismico e idraulico, nelle previsioni urbanistiche che comportano il mutamento della destinazione d’uso a fini abitativi di edifici che prima non lo erano e nei casi in cui varianti urbanistiche comportano una riduzione delle classi di pericolosità.

4. Se il Genio Civile ritiene che le indagini geologiche presentate dal Comune non siano state effettuate in conformità alle direttive tecniche, il Comune dovrà prima adeguarsi ai rilievi fatti e poi approvare lo strumento urbanistico. Può comunque controdedurre e allora approvare l’atto solo dopo un ulteriore controllo delle controdeduzioni da parte del Genio Civile.

5. Il Comune, in fase di presentazione della documentazione, potrà chiedere la collaborazione della struttura regionale oppure indire una conferenza dei servizi con l’Autorità di bacino e la struttura regionale stessa per armonizzare il quadro conoscitivo delle indagini geologiche (leggi anche Redazione della relazione geologica: disponibili le linee guida e le metodologie di lavoro).

6. È prevista una disciplina transitoria per le indagini già disposte alla data di entrata in vigore del nuovo regolamento facendole ricadere nella disciplina attualmente vigente.

Fonte Regione Toscana e Regione Campania

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