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Tempi rapidi per le grandi opere

Tempi rapidi per le grandi opere

È stata un’esperienza positiva quella della Commissione speciale Via, creata in base alla legge obiettivo (d.lgs. 190/2002) per esaminare i progetti di Infrastrutture strategiche nazionali e attiva dalla fine del 2002.
I tempi medi per l’emanazione del parere sono stati di otto mesi, contro gli undici della Via ordinaria, pari al 28% in meno. E nonostante il sovraccarico di progetti nel periodo 2003-2004 (67 opere su 83 progetti totali depositati fino al 2007) la Commissione non ha praticamente mai avuto arretrato da smaltire: solo tre progetti su 83 rimasti da esaminare al cambio di Governo il 16 maggio 2006, e nessun progetto alla data di sostituzione della Commissione il 24 luglio 2007.

Commissione speciale
La storia della Commissione speciale (formalmente una ‘‘sotto-commissione’’) è molto particolare. È stata creata per le grandi opere e con una procedura del tutto diversa da quella della Via ordinaria: il parere viene emanato sul progetto preliminare, anziché su quello definitivo come avveniva dal 1985 per tutte le opere soggette a Via, e tuttora avviene per le opere non di legge obiettivo.
Inoltre il parere non è vincolante, e scaduto il termine di 90 + 30 giorni il Ministero delle infrastrutture può portare comunque il progetto al Cipe per l’approvazione, senza attendere il parere. Non è dunque il Ministro dell’ambiente a concludere l’iter, e il Cipe può motivatamente modificare o integrare il parere della Via.
Le prescrizioni Via, recepite comunque quasi sempre nelle delibere Cipe, servono inoltre da guida alla fase di progettazione definitiva e la commissione ha poi l’importante ruolo di Verifica di ottemperanza, cioè sul fatto che il soggetto proponente rispetti le prescrizioni del progetto definitivo.
La particolarità della Commissione speciale è inoltre il fatto che la sua attività è stata investita da un boom di progetti nella fase di avvio della legge obiettivo, con 67 elaborati presentati nel biennio 2003-2004, mentre nei successivi due anni e mezzo (i dati del Ministero dell’ambiente si fermano al 24 luglio 2007) sono arrivati solo 16 progetti e l’attività della Commissione si è concentrata soprattutto nella verifica di ottemperanza sui definitivi (comunque solo 13 verifiche in tre anni e mezzo).

Bilancio positivo
Insomma, fare statistiche ordinarie sulla commissione speciale è difficile. I dati del Ministero dell’ambiente sul periodo 2003-2007 consentono comunque di ricavare i tempi sulle singole fasi e su tutto l’iter del parere Via sui progetti preliminari.
Ebbene, su 80 progetti conclusi con un parere, il tempo trascorso dalla data di apertura dell’istruttoria alla emanazione del parere è stato in media di 7,9 mesi, il 28% meglio degli 11 mesi medi della Via ordinaria (1999-2008), peraltro su progetti mediamente più complessi.

Inoltre, su ben 34 progetti (il 43%) il parere è arrivato entro un massimo di 5 mesi, con alcuni record di uno o due mesi (quattro casi). Per altri 18 progetti il tempo è stato tra 6 e 9 mesi; per undici casi tra 10 e 12 mesi, per dieci casi tra 13 e 17 mesi, mentre per un gruppetto di cinque opere ha sforato i 20 mesi.
Secondo il Ministero la chiave di lettura di questa accelerazione sta nella natura stessa della procedura, che permette di esaminare fin dalla prima fase un progetto (il ‘‘preliminare’’, elaborato ben più leggero del definitivo), consentendo poi di verificare l’ottemperanza delle prescrizioni sul progetto definitivo, anche con la possibilità di ripubblicare il progetto ai fini Via (cosa avvenuta in varie occasioni) se le modifiche siano tali da imporlo in base alla direttiva Ue.

Le interruzioni
La fase di richiesta e produzione di integrazioni al progetto (chieste dalla Commissione e prodotte dal soggetto proponente) ha pesato in media 71 giorni, circa il 30% degli 8 mesi totali, un dato assolutamente analogo a quello della Via ordinaria. In linea con la Via ordinaria (il 20% circa, in media, del tempo totale) anche la fase delle sospensioni chieste dagli stessi proponenti per produrre integrazioni.




Sono state proprio queste interruzioni per integrazioni a pesare (quasi sempre) sugli iter più lunghi:
- 738 giorni su 750 per il nodo stradale di Perugia;
- 432 giorni su 600 per la tratta ferroviaria Seregno-Bergamo;
- 179 giorni su 600 (non molte in questo caso) per la Olbia-Palau della Ss 125;
- 239 giorni su 600 per la Tem Milano;
- 591 giorni su 690 per la il quadruplicamento della ferrovia Salerno-Battipaglia;
- 203 giorni su 480 per l’autostrada Caserta-Benevento;
- 254 giorni su 510 per la ferrovia Torino-Lione.

Invece solo 49 giorni su 450 per la ferrovia Orte-Falconara, tratto Pm 228-Castelpiano.

Le delibere Cipe
Dai dati del Ministero dell’ambiente emerge che su 80 pareri Via (su progetto preliminare) emessi per opere della legge obiettivo, solo in 47 casi i progetti sono stati poi approvati dal Cipe, mentre negli altri 33 progetti le opere sono state messe nel cassetto. Inoltre, in questi 47 casi il tempo medio passato dal parere Via alla delibera Cipe è stato di 260 giorni (8,7 mesi), superiore al tempo per il parere Via. Per 16 di queste opere deliberate, inoltre, mentre i tempi della Via erano stati contenuti entro i 5 mesi, il tempo medio per arrivare alla delibera del Cipe è stato di 424 giorni.

Fonti: Ance e Il Sole 24 Ore

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