Siti di Interesse Nazionale: qualcosa si muove con il decreto liberalizzazioni
Finalmente sembra che anche i Siti di Interesse Nazionale comincino ad avere vita più semplice e che non sia sempre tutto bloccato, in primis la loro bonifica e la loro riqualificazione. L’art. 48 del d.l. n.1/2012 –Decreto liberalizzazioni prevede per i SIN che le opere di dragaggio possano essere svolte contestualmente alle operazioni del progetto di bonifica. Ovviamente tutte le operazioni condotte dovranno evitare di pregiudicare il buon esito della futura bonifica, e quindi occorrerà scegliere tecniche che evitino la dispersione del materiale.
Il progetto di dragaggio e l’eventuale progetto delle casse di colmate sarà presentato dall’autorità competente (Autorità Portuale o concessionario demaniale ad esempio) al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il quale dovrà valutarlo entro 30 giorni dal punto di vista tecnico-economico. Quindi sarà trasmesso al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare che dovrà dare l’approvazione definitiva, entro 30 giorni dalla trasmissione.
Il dragaggio è l'operazione di scavo eseguita da una imbarcazione per asportare sabbia, ghiaia e detriti da un fondo subacqueo, sia in acque marine poco profonde sia in zone di acqua dolce, per poi rilocarli altrove.
È un’operazione spesso usata per mantenere navigabili corsi d'acqua, porti e darsene e per riempire di sabbia le spiagge che l'hanno persa a causa dell'erosione della costa.
Ovviamente il dragaggio produce del materiale di scarto che deve essere portato via dall'area dragata e appare evidente che come per le terre e rocce da scavo occorre in primis verificarne la compatibilità con le aree di destinazione, indicate nel progetto di dragaggio e di bonifica eventualmente.
I materiali di dragaggio possono essere:
- utilizzati per il ripascimento di arenili e per formare terreni costieri;
- impiegati a terra secondo quanto previsto dalla legge, confrontando i valori delle analisi con i limiti di colonna A e B della tabella 1 dell’allegato 5 alla parte IV del d.lgs. 152/2006 e sia stato effettuato il test di cessione;
- immersi in mare con autorizzazione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, laddove i fondali dragati non appartengano a SIN;
- sversati nel tratto di spiaggia attiva o utilizzati per la realizzazione di casse di colmata o altre strutture di contenimento dei porti nel caso i fondali dragati non appartengano a SIN.
L’approvazione del progetto di dragaggio autorizza anche la realizzazione degli impianti di trattamento del materiale da riutilizzare.
Previa autorizzazione della regione territorialmente competente i materiali derivanti dalle attività di dragaggio da realizzare nell’ambito di procedimenti di bonifica, e ogni loro singola frazione ottenuta a seguito di separazione granulometrica o ad altri trattamenti volti a ridurre i quantitativi da smaltire, se non pericolosi né all’origine né a seguito di trattamenti di rimozione degli inquinanti (si escludono pertanto i processi finalizzati all’immobilizzazione degli inquinanti stessi quali solidificazione o stabilizzazione), possono essere refluiti all’interno di casse di colmata, di vasche di raccolta, o comunque di strutture di contenimento approvate contestualmente al progetto.
Queste strutture devono avere determinate caratteristiche di impermeabilizzazione naturale o completato artificialmente al perimetro e sul fondo, al fine di assicurare requisiti di permeabilità almeno equivalenti a quelli di uno strato di materiale naturale dello spessore di 100 centimetri con coefficiente di permeabilità pari a 1,0 x 10-9 m/s.
Laddove invece dovessero restare in sito terreni con concentrazioni residue degli inquinanti eccedenti i valori limite, devono essere adottate misure di sicurezza al fine di garantire la tutela della salute e dell’ambiente. Le concentrazioni residue accettabili degli inquinanti verranno accertate attraverso una metodologia di analisi di rischio con procedura riconosciuta a livello internazionale.
Le analisi da effettuare sul materiale da dragare ovviamente saranno condotte in sito prima di procedere con qualsiasi movimentazione.
Se uniamo queste novità con le affermazioni del Ministro Clini che anticipa essere state introdotte innovazioni sulle bonifiche delle aree industriali dal d.l. Semplificazioni, prevedendo la possibilità di reindustrializzazione delle stesse, resta ben da sperare che il degrado cui spesso sono destinati questi siti da bonificare intoccabili sia vicino ad una svolta.
Articolo di Roberta Lazzari
Fonti:
http://www.leggioggi.it/ del 24 gennaio 2012
Nella foto di apertura Giovanni Frangi, “Porto Marghera”
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