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Gianluca Fabiani, presidente Gruppo Afin: "Il Legislatore crede davvero nelle Rinnovabili?"

Gianluca Fabiani, presidente Gruppo Afin:

C’è volontà politica di sostenere il settore delle energie rinnovabili in Italia? Se la risposta è sì, sarebbe opportuno, se non addirittura necessario, che venga dato un forte messaggio di natura politica che sgombri il campo da ogni ombra e speculazione”. È molto chiaro, l’ing. Gianluca Fabiani, presidente del Gruppo Afin, holding finanziaria che ha focalizzato la propria strategia nel mondo delle energie da fonti rinnovabili e di cui fa parte Renergies Italia. Ma durante l’intervista concessa in esclusiva a Ingegneri, Fabiani parla a tutto campo: dalla concorrenza estera alla situazione italiana dell’associazionismo di settore, dal sogno dell’integrazione della filiera italiana del fotovoltaico, al rapporto con gli istituti di credito.

 

Ingegneri. In effetti, i rapporti tra mondo dell’impresa e banche in questi ultimi mesi sono stati parecchio tesi …
Gianluca Fabiani. Ritornare a una situazione in cui gli istituti di credito facciano il loro mestiere, cioè quello di erogare credito alle imprese, anziché quello degli investitori con fini speculativi, rappresenta una delle chiavi di volta per fare ripartire lo sviluppo.

 

Ingegneri. In che senso?
GF. Oggi siamo in una situazione per cui le banche, prima di finanziare un qualunque progetto imprenditoriale, chiedono agli investitori di reperire le risorse e la liquidità necessaria, trasformando, di fatto, gli imprenditori in banche! Si tratta di una circostanza bizzarra e che andrebbe corretta al più presto.

 

Ingegneri. Insomma: “ognuno faccia il suo mestiere”!
GF. Il settore del credito, prese tutte le informazioni sulla bontà del progetto o dell’iniziativa da finanziare, si prenda la responsabilità di concedere o meno i finanziamenti, senza chiedere alla controparte l’assunzione di oneri che non gli competono. Da parte nostra, per esempio, con la nostra controllata Renergies Italia abbiamo avviato un processo per poter essere sempre meno dipendenti dagli istituti di credito, proprio per evitare la stretta creditizia che sta strangolando molti soggetti sul mercato delle fonti energetiche rinnovabili.

 

Ingegneri. Una ‘riforma’ delle modalità di erogazione del credito per le innovabili, dunque. E quali sarebbero le altre cose da fare subito per lo sviluppo del settore?
GF. Per prima cosa sarebbe necessario un forte e inequivocabile messaggio politico, che testimoni la volontà del Governo di perseguire la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico, promuovendo l’uso delle fonti energetiche rinnovabili. In altri termini, c’è davvero l’intenzione di sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili come strumento chiave per la strategia energetica del nostro Paese?
Se la risposta è sì, credo che un chiarimento senza ombre da parte dei nostri governanti sia, più che auspicabile, obbligatorio.

 

Ingegneri. “Ricostruire un clima di serietàe affidabilità del sistema Paese nel settore fotovoltaico, riducendo la percezione del rischio imprenditoriale”. Sono parole tratte dall’Agenda programmatica per il 2012 di Assosolare. È d’accordo?
GF. Nel settore fotovoltaico il maggiore rischio imprenditoriale, fino a ora, è stato rappresentato dal rischio normativo, ossia dall’incertezza di regole precise. Come lei sa, in tre anni il Conto Energia è stato variato diverse volte e le ripercussioni avute nel settore industriale e produttivo, del quale facciamo parte, sono state serie, soprattutto con il passaggio dal terzo al quarto decreto.

 

Ingegneri. Per la verità il periodo di incertezza non è stato lunghissimo …
GF. No, se paragonato alla lentezza con cui vengono approvati altri strumenti legislativi, ma se in questo caso la politica è stata relativamente rapida nell’approvare il decreto 5 maggio 2011, è altrettanto vero che il settore delle rinnovabili, in netta crescita in quel periodo, ha avuto per un intero semestre da gennaio 2011 a giugno 2011 un vero e proprio blocco degli ordinativi e un congelamento dei progetti già avviati per l’incertezza e per la stretta creditizia da parte degli istituti di credito.
Evidenzio inoltre che in gennaio il terzo conto energia, che avrebbe dovuto avere una durata triennale, definiva un cap di 8 GW, valore praticamente già raggiunto con il decreto “salva Alcoa”.
Questa situazione ha creato molta incertezza nel settore, anche il piano incentivi decrementale scaglionato mensilmente nella seconda parte dell’anno ha messo in condizione gli installatori di non poter pianificare correttamente i propri impianti.

 

Ingegneri. Anche le banche fanno proprio arrabbiare!
GF. Non è questo il punto. Riallacciandomi a quanto ho detto prima, dall’emanazione del decreto al momento in cui il settore del credito ha ripreso a fornire sostegno alle imprese del fotovoltaico, è trascorso ulteriore tempo. Il tutto con ricadute negative per il settore. Ora, per fortuna, abbiamo un quadro normativo che fornisce un orizzonte temporale congruo per pianificare investimenti e per elaborare strategie industriali con un minimo di sicurezza e di cognizione di causa.

 

A cura di Mauro Ferrarini

 


Si può leggere l’intervista integrale a Gianluca Fabiani sul numero 17 dell’e-zine Il fotovoltaico di Renergies Italia premiato dalla qualità del Made in Italy

 

Sommario della e-zine n. 17 (scarica gratuitamente la e-zine)

 

Il legislatore crede nelle rinnovabili? Lo dica chiaramente!
a cura di Mauro Ferrarini

 

Fotovoltaico, un mercato giovane per i giovani
a cura di Mauro Ferrarini

 

Dalla Lombardia al Lazio, il fotovoltaico ‘Made in Eu’ conquista lo Stivale
A cura di Enrico Patti

 

Alla scoperta del fotovoltaico trasparente
A cura di Mauro Ferrarini

 

Dove sta andando il mercato del fotovoltaico italiano?
a cura della Redazione

 

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