È arrivato il SISTRI, ma come funziona?

Il SISTRI “Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti” nasce nel 2009 su iniziativa del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare in supporto alla lotta contro l’illegalità nel settore dei rifiuti speciali e costituisce una priorità del Governo al fine di contrastare il proliferare di azioni e comportamenti non conformi alle regole esistenti. Inoltre si propone al fine di mettere ordine a un sistema di rilevazione dei dati che sappia facilitare compiti affidati alle autorità di controllo per permettere l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania.

In base al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e s.m.i., Norme in materia ambientale, art. 184, i rifiuti sono classificati secondo l’origine in rifiuti urbani e rifiuti speciali, mentre secondo la pericolosità in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi (leggi anche Parliamo di RAEE).
In particolare, sono rifiuti speciali:
1. i rifiuti da attività agricole e agro-industriali;
2. i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall’articolo 186;
3. i rifiuti da lavorazioni industriali;
4. i rifiuti da lavorazioni artigianali;
5. i rifiuti da attività commerciali;
6. i rifiuti da attività di servizio;
7. i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi;
8. i rifiuti derivanti da attività sanitarie;
9. i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti;
10. i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti;
11. il combustibile derivato da rifiuti.

Mentre sono rifiuti speciali pericolosi:
1. rifiuti derivanti da industria chimica, metallurgica, fotografica, conciaria e tessile;
2. rifiuti derivanti da raffinazione del petrolio;
3. rifiuti provenienti da ospedali, case di cura e affini;
4. oli esauriti e solventi.

L’attuale sistema di gestione delle informazioni è cartaceo, e si basa sul Formulario di identificazione dei rifiuti, sul Registro di scarico e scarico e infine sul MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale). Il problema principale di questo sistema è che consente di conoscere i dati relativi alla gestione dei rifiuti speciali con un ritardo di 2-3 anni, rendendo molto difficoltosa l’individuazione di politiche ambientali più mirate.

Il sistema Sistri ha l’obiettivo di semplificare le procedure e gli adempimenti riducendo allo stesso tempo i costi sostenuti dalle imprese, gestendo in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell’illegalità.
La gestione del Sistema è affidato al Comando Carabinieri per la tutela dell’ambiente.

Ma come funziona il SISTRI?
Il flusso dei dati avviene tramite la scheda SISTRI, un documento elettronico composto da diverse sezioni, da compilare a cura di ciascun soggetto coinvolto nel processo di gestione dei rifiuti.

Il produttore
Quando intende movimentare un rifiuto, il produttore accede al sistema SISTRI, autenticandosi tramite le credenziali che gli sono state consegnate all’iscrizione, e seleziona nella scheda SISTRI – Area Registro Cronologico il codice CER del rifiuto con il corrispondente quantitativo. ll sistema genera una Scheda SISTRI – Area Movimentazione con tutte le informazioni inserite precedentemente dall’operatore nel suo Registro ed avente uno specifico codice identificativo che accompagnerà il rifiuto durante tutto il suo percorso.
Il produttore indicherà il numero di colli, se il rifiuto è soggetto a procedura ADR, l’eventuale presenza di un intermediario, l’indicazione dell’impianto di destinazione e il caricamento del certificato analitico se previsto.
Il produttore indicherà trasportatore e destinatario finale, i quali ricevono quindi comunicazione che dovranno, rispettivamente, effettuare un trasporto e ricevere un quantitativo di un determinato rifiuto.

Il trasportatore
Il delegato dell’azienda di trasporto accede al sistema SISTRI, si autentica con le proprie credenziali e compila la parte di sua competenza della scheda precedentemente aperta dal produttore con: mezzo utilizzato, conducente, targa, data, percorso ed eventuale tratta intermodale.
Quindi interviene il conducente del mezzo, che partito dall’azienda con l’autoveicolo dotato della corrispondente black box, del dispositivo USB e di una copia della scheda SISTRI, si dirige verso la sede del produttore per prendere in carico i rifiuti.
Terminato il carico, inserisce il dispositivo USB nel PC del produttore per dare il via al tracciamento del percorso.

Il destinatario
Una volta arrivato a destinazione ed effettuate le verifiche da parte del gestore dell’impianto, il delegato dell’azienda che riceve il carico accede al sistema SISTRI, si autentica e compila la sezione di propria competenza della scheda con: spedizione accettata e quantitativo ricevuto.
Il sistema quindi genera automaticamente per l’azienda di trasporto la riga di scarico del Registro Cronologico, e compila automaticamente per il gestore dell’impianto di destinazione la riga di presa in carico dei rifiuti.
Il ciclo si conclude con l’inserimento del dispositivo USB da parte del conducente del mezzo nel PC del destinatario per l’invio al SISTRI dei dati memorizzati nella black box durante il percorso.

Il SISTRI costituisce, quindi, strumento ottimale di una nuova strategia volta a garantire un maggior controllo della movimentazione dei rifiuti speciali.
Tuttavia come si denota i soggetti coinvolti sono tenuti a imparare un nuovo sistema di gestione di tracciabilità dei rifiuti, che in prima battuta non sostituirà quello esistente, ma si affiancherà allo stesso (sino al provvedimento che abrogherà la carta).

È stata quindi doverosa la lettera di Confindustria e Rete Imprese Italia (Confcommercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confesercenti) inviata al Ministero dell’ambiente in cui si sottolinea la necessità e l’urgenza di sospendere per dodici mesi le sanzioni previste dal nuovo sistema Sistri di tracciabilità dei rifiuti, per consentire alle imprese di adeguarsi alle nuove complesse procedure e attuare gli interventi sul sistema informatico e gestionale indispensabili per operare nel rispetto delle disposizioni di legge.

Senza contare i problemi e ritardi nella distribuzione dei dispositivi USB, nell’installazione delle black box, i malfunzionamenti dovuti a difetti strutturali nell’hardware e nel software, i continui correttivi legislativi e procedurali, occasioni formative insufficienti, carenti ed episodiche, che oggi, ma sicuramente anche dopo il primo gennaio 2011, metteranno decine di migliaia di imprese nella condizione di essere sanzionate per comportamenti illeciti non ad esse imputabili.

Confidiamo che il Ministero dell’ambiente venga incontro a queste difficoltà oggettive e soggettive, affinché sia dato un ulteriore motivo per intraprendere questo nuovo sistema di gestione di tracciabilità dei rifiuti, che sembra avere delle buone basi per scongiurare i traffici illeciti di rifiuti che spesso vengono riportati tra gli articoli di cronaca.

Articolo dell’Ing. Roberta Lazzari


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