Appalti pubblici. Inconciliabile il doppio ruolo di Commissario e Progettista

Gli affidatari degli incarichi di progettazione (compresi i loro dipendenti e/o collaboratori) non possono partecipare alle gare per l’affidamento dell’esecuzione dei lavori progettati. In altre parole, nelle gare di appalto, risulta incompatibile il doppio ruolo di progettista e commissario di gara. È quanto afferma la sentenza del Consiglio di Stato n. 2650 del 3 maggio 2011, confermando la decisione del giudice amministrativo che aveva ravvisato i profili di incompatibilità richiamati dall’art. 90, comma 8 del d.lgs. 163/2006 (Codice dei contratti pubblici).

I Giudici del Consiglio di Stato erano stati chiamati a esprimersi sul ricorso proposto da un soggetto contro l’ANAS per l’aggiudicazione provvisoria della gara sui servizi di consulenza per gli studi sulla sicurezza in galleria.
La violazione e la falsa applicazione dell’art. 90, comma 8 del d.lgs. 163/2006, sono da ascriversi al fatto che il soggetto ricorrente aveva redatto in precedenza le linee guida poste dall’ANAS a base della gara e, dunque, non avrebbe potuto partecipare alla stessa in quanto in una posizione di ingiusto privilegio nei confronti delle altre società di ingegneria partecipanti.

La regola è espressione del principio generale di trasparenza ed imparzialità, la cui applicazione è necessaria per garantire parità di trattamento, che ha per suo indefettibile presupposto il fatto che i concorrenti ad una procedura di evidenza pubblica debbano rivestire la medesima posizione.


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