Appalti pubblici di ingegneria: crescono in aprile gli appalti “misti” di progettazione e costruzione

Continuano le brusche oscillazioni del mercato: in aprile il valore s’impenna grazie a due maxi bandi, pubblicati uno dall’Ispra e l’altro dalla Regione Sicilia, che da soli raggiungono quasi il 65% dei 109 milioni di euro messi in gara complessivamente nel mese, facendo chiudere il primo quadrimestre del 2010 con il segno positivo. Infatti, secondo l’aggiornamento mensile al 30 aprile dell’Osservatorio OICE-Informatel, le gare per servizi di ingegneria e architettura indette nell’ultimo mese sono state 345 (32 sopra soglia) per un importo complessivo di 109,0 milioni di euro (94,9 sopra soglia).

Il confronto con aprile 2009 vede diminuire il numero del 5,2% (-30,4% sopra soglia e -1,6% sotto soglia) ma crescere il valore del 65,9% (+83,8% sopra soglia e +0,3% sotto soglia). In totale nei primi quattro mesi del 2010 sono state pubblicate 1.324 gare (126 sopra soglia) per un valore di 283,3 milioni di euro (230,7 sopra soglia).

Il confronto con il primo quadrimestre 2009 è positivo: nonostante il numero delle gare scenda dell’1,7% (-28,0% sopra soglia e +2,2% sotto soglia) il loro valore cresce del 14,0% (+17,7% sopra soglia e +0,2% sotto soglia). Il risultato del primo quadrimestre è il più alto degli ultimi quattro anni ed è in gran parte dovuto alla pubblicazione di tre maxi bandi: in aprile i due citati sopra, e nel mese di febbraio il maxi bando da 66 milioni di euro pubblicato da “Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova” spa.
Continuano a crescere i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate: in base agli ultimi dati raccolti in aprile il ribasso medio sul prezzo a base d’asta per le gare indette nel 2009 è salito al 37,1% (era al 36,5% con i dati di marzo), che raggiunge il 70% nell’aggiudicazione della gara della GE.S.IN. spa di Torino per la progettazione esecutiva, direzione lavori e coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione riguardante la costruzione del parcheggio di interscambio denominato “Movicentro” in Venaria Reale, con un importo a base d’asta di 510.656 euro.

Le preoccupazioni per l’instabilità del mercato – ha dichiarato il presidente OICE Braccio Oddi Baglioni che quando cresce lo deve solo ai maxi bandi, sono rafforzate dal montare dei ribassi con cui vengono aggiudicate le gare. A ciò si aggiungono, però, alcuni problemi generali – irrisolti – che riguardano innanzitutto le risorse, in questo momento bloccate anche per interventi di manutenzione ordinaria: appare grave non avere dato seguito agli annunci relativi agli impegni di spesa approvati dal Cipe e all’avvio di quegli interventi per piccole e medie opere, che all’estero sono stati realizzati con successo proprio per tentare di sostenere la crescita e l’occupazione. Altrettanto grave – ha continuato il presidente OICE è non avere risolto il problema dei ritardati pagamenti, che sta mettendo in ginocchio l’intero settore; grave è anche il ritardo nel varo del regolamento che, a parte il problema della disciplina delle opere superspecialistiche, ben potrebbe essere messo a regime. Va peraltro detto che, in una situazione come questa, continuano ad essere varate mini modifiche al Codice dei contratti che rendono costantemente incerta la situazione di fondo. Anche su questo aspetto occorre chiarezza. Siamo disponibili a studiare, come stiamo facendo, alcuni correttivi al Codice, ma ciò deve avvenire garantendo una visione unitaria del disegno legislativo. Nel merito delle ipotesi di modifica riteniamo essenziale salvaguardare la centralità del progetto: siamo dell’idea che occorra investire più tempo sulla fase di programmazione e di progettazione per arrivare a progetti ben definiti e cantierabili che rendono difficile l’attivazione di riserve e contenziosi spesso strumentali al recupero, da parte dell’impresa, di ribassi eccessivi. Gli strumenti possono essere diversi: i referendum per risolvere le questioni di consenso, le conferenze di servizi preliminari, una effettiva validazione del progetto, il ricorso a criteri reputazionali per i progettisti che premino i più efficienti e più affidabili. La richiesta dell’ingegneria e dell’architettura organizzata è, quindi, – ha concluso Oddi Baglioni – quella di garantire che le poche risorse siano effettivamente spese in maniera efficiente, che chi ha già lavorato sia remunerato senza dovere aspettare anche più di un anno e che si definisca rapidamente il quadro normativo attuale e le eventuali ipotesi correttive da apportare.”

Il Nord tira il mercato
Tornando ai dati dell’Osservatorio è da notare che nei primi quattro mesi del 2010 a ‘tirare’ il mercato sono le regioni del Nord, infatti, rispetto ai primi quattro mesi del 2009, Nord-Ovest +6,0% in numero e +164,2% in valore, Nord-Est +17,8% in numero e +81,1% in valore. In tutte le altre aree geografiche del paese il confronto con il primo quadrimestre 2009 è negativo: Centro -15,1% in numero e-34,5% in valore, Meridione -8,9% in numero e -34,7% in valore, Isole -10,6% in numero e -0,6 in valore. Il numero delle gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria, passato dalle 175 unità del gennaio-aprile 2009 alle 126 dello scorso quadrimestre, mostra una contrazione del 28,0%.

La situazione europea
Anche nell’insieme degli altri partner dell’Unione europea la domanda di servizi di ingegneria e architettura presenta una tendenza recessiva connotata, però, da una flessione (-19,0%) meno accentuata di quella italiana. Sempre nel primo quadrimestre l’incidenza del nostro Paese continua ad attestarsi su un modesto 3,0% (Francia 45,1%, Germania 10,6%, Spagna 8,0%, Polonia 5,1%, Gran Bretagna 3,8%, ecc.). Anche la domanda d’ingegneria che si esprime attraverso la pubblicazione delle gare per l’affidamento congiunto di progettazione e costruzione risulta in forte crescita: nei primi quattro mesi dell’anno sono state bandite 441 gare per un importo accertato di 5.038,5 milioni di euro: rispetto al 2009, +59,2% nel numero e +35,5% nel valore. In aprile è stata pubblicata la prima gara del 2010 per general contracting dalla TOTAL E&P Italia s.p.a. per il progetto Tempa Rossa in Basilicata con un importo di 1.100 milioni di euro.

Fonte OICE


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