Appalti in ambienti confinati. Aspetti gestionali, Qualificazione imprese e novità

La Conferenza Stato-Regioni ha approvato recentemente la proposta del Governo circa gli obblighi di formazione e informazione dei lavoratori addetti alle attività in ambienti confinati e la presenza di rappresentanti del committente in tutte le fasi di lavorazione. Ma quali sono le ulteriori novità? Al proposito interviene Marco Vinci, editorialista della rivista Progetto Sicurezza, che tratteggia un quadro dettagliato sull’argomento.

Nella proposta approvata è prevista, inoltre, la presenza di rappresentanti del committente in tutte le fasi di lavorazione. Il Documento approvato dalle Regioni definirà i criteri di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi destinati ad operare nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati (di cui agli articoli 66 e 121 ed all’allegato IV, punto 3, del d.lgs. n. 81/2008).

I criteri di qualificazione dell’impresa per appalti di lavori in spazi confinati dovrebbero riguardare:
– integrale applicazione delle vigenti disposizioni in materia di valutazione dei rischi, per queste lavorazioni, anche nei confronti dei lavoratori autonomi;
– presenza del personale, in percentuale non inferiore al 30% della forza lavoro, con esperienza almeno triennale relativa a lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati;
– adeguata formazione e informazione mirata alla conoscenza dei fattori di rischio propri di tali attività, anche per il datore di lavoro ove impiegato per attività lavorative in ambienti pericolosi;
– rispetto dei dispositivi di protezione individuale, strumentazione e attrezzature di lavoro idonei alla prevenzione dei rischi propri di queste attività.
– esclusione del ricorso a subappalti, se non autorizzati espressamente dal datore di lavoro committente e certificati ai sensi del titolo VIII, capo I, del d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276.
– procedure dirette ad eliminare o ridurre al minimo i rischi e a considerare le eventuali fasi di soccorso in coordinamento  con il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale e dei Vigili del fuoco.

Il mancato rispetto delle previsioni di cui sopra dovrebbe determinare il venire meno della qualificazione necessaria per operare, direttamente o indirettamente, nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati.

Inoltre , il Ministero del lavoro ha emanato in data 19 aprile 2011, la circolare n.13 con la quale si richiede alle Direzioni provinciali del lavoro di acquisire, durante le attività ispettive, la documentazione utile a verificare la correttezza degli aspetti gestionali degli appalti in ambienti confinati, anche sotto il profilo del rispetto della normativa di salute e sicurezza.

In particolare, durante i controlli si dovrà verificare:
– la corretta e completa elaborazione del DUVRI da parte delle aziende committenti;
– le misure di prevenzione e protezione previste per effettuare l’intervento lavorativo;
– i contenuti e la “effettività” della formazione/ informazione nei confronti dei lavoratori delle aziende appaltatrici sui rischi interferenziali delle attività svolte;
-l’efficienza del sistema organizzativo dell’emergenza.

di Marco Vinci

Foto di apertura tratta da peztl.com: lavori di manutenzioni su una diga in Svizzera


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