Appalti e rimborsi Iva

Una impresa che si aggiudica un appalto per progettazione, realizzazione e gestione di un’opera di interesse pubblico non ha la facoltà di richiedere il rimborso del credito Iva per le spese sostenute durante la realizzazione dell’opera, poiché quest’ultima è di proprietà dell’ente appaltante.

Questo è quanto stabilito dall’Agenzia delle entrate con la recente risoluzione 372/E (leggi il testo integrale), rispondendo a un’istanza di interpello promossa da una impresa facente parte di un’Ati (Associazione temporanea di imprese). Secondo l’impresa, infatti, l’opera, una volta ultimata, costituisce un bene ammortizzabile per la durata della concessione in gestione del bene stesso. È, pertanto, possibile chiedere il rimborso dell’eccedenza Iva detraibile.

La convenzione che lega l’ente appaltante e il concessionario stabilisce che dalla data del collaudo degli impianti l’ente locale acquisirà la piena proprietà delle strutture, comprese le attrezzature ed i beni mobili che risulteranno nel verbale di consegna. A decorrere dalla stessa data, per il periodo di durata della convenzione, al concessionario spetterà il diritto d’uso dell’area interessata.
Quindi, in sostanza, tutte le opere costruite sono fin dall’inizio di proprietà dell’ente che ha commissionato l’opera, mentre l’impresa concessionaria acquisisce il diritto di gestire gli impianti e di trarne un utile economico, per tutta la durata della convenzione.
L’opera, dunque, essendo di proprietà del concendente è iscritta a bilancio tra le immobilizzazioni materiali nell’attivo di bilancio. Chiaramente risulta che il bene è ammortizzabile per il concendente e non per l’impresa che lo gestisce.
Da tale considerazione deriva, quindi, la negazione del diritto al rimborso del credito Iva, ai sensi dell’art.30, comma 3, lett. c, del d.P.R. 633/1972, secondo cui lo stesso può essere richiesto “limitatamente all’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di beni ammortizzabili”.

Tale risoluzione ha suscitato dei dubbi interpretativi per le operazioni di project financing per la costruzione e gestione di opere pubbliche o di interesse pubblico, con particolare riferimento alla possibilità di richiedere il rimborso dell’eccedenza detraibile Iva relativa all’acquisizione del diritto di concessione da parte dell’impresa. Dubbi che sono stati successivamente analizzati dall’Ance.
L’Associazione dei costruttori, tuttavia, ritiene che i chiarimenti forniti dall`Agenzia delle entrate siano da circoscrivere al singolo caso analizzato nell’istanza di interpello (impossibilità di ammortizzare un bene di proprietà dell’ente appaltante), non entrando l`Agenzia nel merito del diritto al rimborso del credito Iva relativamente alle operazioni di project financing.
In tali operazioni, infatti, l’impresa concessionaria, anche qualora non risulti proprietaria dell’opera realizzata, acquisisce comunque un diritto di concessione relativo alla gestione della stessa, che costituisce un’immobilizzazione immateriale fiscalmente ammortizzabile, ai sensi dell’art. 103, comma 2, del d.P.R. 917/1986, il cui valore corrisponde sostanzialmente all’importo dei costi sostenuti per la costruzione dell’opera.

In tal caso, continua la nota Ance, per l’impresa concessionaria, non viene meno il diritto di richiedere il rimborso dell’Iva corrisposta per l’acquisizione del diritto di concessione, tenuto conto che il citato art. 30, comma 3, lett. c, del d.P.R. 633/1972 ammette tale possibilità con riferimento a tutti i beni ammortizzabili, siano essi immobilizzazioni materiali o immateriali.

Agenzia delle entrate, risoluzione 372/E del 6 ottobre 2008

Fonte Agenzia delle entrate, Ance


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