Appalti, ancora giù il mercato

Ancora giù, per il quarto mese consecutivo, il mercato pubblico dell’ingegneria e dell’architettura.
È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento dell’osservatorio Oice/Informatel, relativo al mese di settembre. Il valore delle gare del settore indette nel mese ammonta a 30,4 milioni di euro, con una flessione del 36,2% rispetto a settembre 2007.

Per trovare un importo così modesto, è necessario risalire al mese di febbraio del 2005.
Si conferma la fase recessiva in atto dal mese di giugno: negli ultimi quattro mesi si sono persi 134,4 milioni di euro rispetto ai corrispondenti mesi del 2007, assorbendo del tutto la crescita di 124,1 milioni di euro realizzata nel periodo gennaio-maggio 2008.
In particolare, le gare di settembre sono state 332 (di cui 39 sopra soglia) per un importo complessivo, come già detto, di 30,4 milioni di euro (16,7 milioni sopra soglia), in flessione su base annua del 36,2% (-53,3% sopra soglia e +15,9% sotto soglia).

Nei primi nove mesi risultano pubblicate 3.416 gare, il numero più basso rilevato dal 2000, e il loro importo totale è pari a 519,7 milioni di euro, con una flessione del 9,5% a prezzi correnti rispetto al valore medio annuale nello stesso periodo degli ultimi sette anni (media primi 9 mesi dal 2001 al 2007). Il ribasso medio con cui sono state aggiudicate le gare secondo gli ultimi dati rilevati in settembre è stato pari al 31,4%, in continua crescita e che nasconde punte del 60 e anche 70%, costringendo a forme di concorrenzialità esasperate pur di presidiare il mercato.

La gravissima contingenza economica in cui ci troviamo” – ha commentato il presidente Oice Braccio Oddi Baglioni – “non deve far perdere di vista il fatto che il nostro settore è uno dei motori dell’economia reale. C’è da augurarsi che la pubblicazione del Codice dei contratti, avvenuta a inizio del mese, e il riavvio dell’iter di approvazione del suo regolamento possano dare certezza alle amministrazioni, forse frenate in quest’ultimo mese per l’attesa della terza correzione apportata al Codice stesso. Non basteranno però soltanto le norme a rilanciare un settore ormai profondamente in crisi come è quello della progettazione e delle costruzioni in generale.”

È per questo che chiediamo al Governo” – ha continuato Oddi Baglioni – “di prendere atto della situazione e di intervenire con decisione per rilanciare l’attività e ridare fiato a progettisti e imprese. In una logica di sistema e di unità di intenti con ANCE, AGI, ANCPL- Legacoop e Confindustria abbiamo chiesto ed ottenuto, grazie alla sensibilità del Ministro Matteoli, un intervento ad hoc per ammortizzare le conseguenze negative dell’aumento di alcuni materiali da costruzione; nelle prossime settimane, a latere di questo intervento di urgenza, occorrerà anche porre in essere azioni mirate per evitare che i progettisti finanzino le amministrazioni, visto che i pagamenti sui progetti consegnati alle stazioni appaltanti possono arrivare anche dopo due anni.”

Infine” – ha concluso il presidente Oice – “occorrerà che il Parlamento modifichi la norma sulle centrali di committenza che, per quanto riguarda la progettazione, risulta tecnicamente inapplicabile stante la peculiarità dei servizi di ingegneria e architettura.”

A livello europeo l’osservatorio registra un’incidenza italiana, nel numero dei bandi, del tutto modesta: 3,3% nel 2006, 3,1% nel 2007 e 3,3% nei primi nove mesi del 2008, di gran lunga inferiore alle quote di molti Paesi (Francia 32,6%, Spagna 12,0%, Germania 9,3%, Gran Bretagna 6,9%, Polonia 6,5%). Anche la domanda indiretta che si esprime attraverso la pubblicazione delle gare per l’affidamento congiunto di lavori e servizi di ingegneria attraversa una fase negativa: nei primi nove mesi dell’anno sono state pubblicate, in Italia, 764 gare per un importo accertato di 7.822 milioni di euro: rispetto ai livelli medi registrati nei primi 9 mesi del quinquennio 2003-2007 il valore di queste gare risulta nel 2008 inferiore del 26,4%.

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Fonte: Oice


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