Antisismica. Mappatura del rischio sismico nei Porti marittimi nazionali

In Italia, l’ubicazione di importanti porti marittimi (Gioia Tauro, Ancona, Salerno, Livorno, Catania, ecc.) in zone a sismicità medio-elevata evidenzia una situazione di potenziale rischio al verificarsi di un evento sismico. I fatti che hanno accompagnato i recenti disastrosi terremoti (Kobe, Giappone, 1995; Port-au-Prince, Haiti, 2010; Maule, Cile, 2010; Tohoku, Giappone, 2011) hanno mostrato la significativa vulnerabilità sismica delle opere portuali ed evidenziato l’urgente necessità di valutare e successivamente mitigare il rischio sismico associato alle strutture portuali esistenti.

La stima della vulnerabilità e del danneggiamento sismico di strutture portuali marittime italiane, ubicate in zone a sismicità medio-alta, è oggetto di un progetto di ricerca finanziato dal Dipartimento della Protezione Civile e portato avanti da Eucentre, che ha come obiettivi principali:
1. lo sviluppo di una banca dati informatica con interfaccia cartografica georeferenziata GIS dei principali porti italiani localizzati in zone a sismicità medio-elevata;
2. la stima di scenari di danneggiamento sismico per i porti di maggiore rilevanza economica e commerciale;
3. lo sviluppo di una metodologia standard riguardante le banchine portuali marittime finalizzata alla definizione di linee guida per la progettazione sismica di nuove opere e la verifica di quelle esistenti, evidenziando gli interventi di mitigazione eventualmente necessari a rendere queste strutture idonee a sopportare l’azione sismica di progetto.

La piattaforma GIS, attualmente in fase di implementazione, non solo consente la raccolta di dati tecnici relativi ai porti, ma costituisce anche un potente strumento di elaborazione dati, finalizzato alla definizione di scenari di danneggiamento sismico. Uno dei principali risultati ottenuti nell’ambito del progetto consiste nello sviluppo di una procedura di calcolo per la stima del danno sismico in aree portuali, messa a punto a partire dalla definizione della pericolosità sismica, tenendo conto sia degli effetti di sito, sia del potenziale rischio di liquefazione.

Un’applicazione della procedura è stata sviluppata con riferimento al porto di Salerno.
Al termine del progetto il sistema implementato consentirà al Dipartimento della Protezione Civile di disporre di un servizio che permetta in fase di emergenza di individuare in tempi rapidi gli elementi strategici a rischio ed in fase di prevenzione di sviluppare strategie e piani di intervento finalizzati alla mitigazione del rischio sismico associato alle infrastrutture portuali. I risultati del progetto, inoltre, potranno generare significativi riverberi in fase di pianificazione e programmazione di nuove opere portuali.

Con riferimento al piano regolatore portuale, la preventiva conoscenza del danneggiamento sismico atteso delle strutture consentirà l’adozione di coerenti scelte nella attribuzione delle specifiche funzioni alle varie infrastrutture portuali.
Nel contesto portuale, si inserirà, in tal modo, un nuovo “tematismo” nella descrizione dello stato dei luoghi oggetto di pianificazione, che convive con quelli, più tradizionali, afferenti ai profili tecnico- funzionali, morfologici, geologici, geotecnici, ambientali, paesaggistici, ecc. Infine, con riferimento alle politiche di programmazione, la mappatura del rischio sismico fornirà un prezioso ed oggettivo elemento conoscitivo per attribuire priorità realizzative nella esecuzione di opere finalizzate alla mitigazione del rischio medesimo.

Di tutto questo se ne discuterà il prossimo 13 luglio nel Parlamentino del Consiglio superiore dei Lavori pubblici.

Programma dettagliato del convegno Mappatura del rischio sismico nei Porti marittimi nazionali


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