Antisismica e valori di scuotimento del suolo. Le ShakeMaps

Segnaliamo ai nostri lettori un articolo interessante e ben scritto da Licia Faenza, laureata in fisica e dottore di ricerca in Geofisica, occupata presso il Centro nazionale di geofisica e vulcanologia. L’articolo, tratto dal sito dell’INGV, parla della procedura implementata presso l’istituto per fornire rapidamente, in tempo quasi reale, i valori dello scuotimento del suolo, dopo l’occorrenza di terremoti in Italia.

Negli ultimi anni, la comunità scientifica in generale, e l’INGV in particolare, hanno finanziato diversi progetti nel campo della sismologia volti verso una migliore comprensione del fenomeno dell’occorrenza dei terremoti sul territorio italiano e lo scuotimento del suolo a loro associato.

In questo contesto, ShakeMap è uno strumento indirizzato specificamente alla valutazione rapida del moto del suolo dopo un terremoto avvenuto in Italia, fornisce informazioni rapide e precise sulla distribuzione e entità dei danni causati dal terremoto, ed è di aiuto alle protezioni civili per il coordinamento e l’organizzazione delle squadre di soccorso.

È un dato di fatto che l’Italia sia un paese sismicamente attivo, dove si sono avuti alcuni grandi ed estremamente dannosi terremoti sin dai tempi storici. Tragici esempi di questi terremoti nel secolo scorso sono il terremoto del 1905 in Calabria con Magnitudo 6.8, quello di Messina-Reggio Calabri del 1908 con Magnitudo 7.0, nella Marsica nel 1915 con Magnitudo 7.0, l’Irpinia del 1930 con Magnitudo 6.7, il Belice del 1968 con Magnitudo 6.5, il Friuli del 1976 con Magnitudo 6.5, e ancora l’Irpinia nel 1980 con Magnitudo 6.9; e in ultimo, ricordiamo il terremoto che ha colpito la città de L’Aquila nell’aprile 2009; tutti questi terremoti hanno causato ingenti danni e vittime (da centinaia a decine di migliaia).

Il principio fondamentale di ShakeMap è un algoritmo di interpolazione basato su principi sismologici, che sfrutta i dati dello scuotimento del suolo osservati con le conoscenze sismologiche disponibili, con lo scopo di produrre mappe del movimento del suolo a scala locale e regionale (leggi anche Elementi essenziali di sismologia applicati all’ingegneria).

Dunque, oltre ai dati, che rappresentano un elemento essenziale per ricavare risultati realistici e precisi, gli ingredienti fondamentali del codice di calcolo per ottenere mappe accurate sono:
1) leggi predittive sul moto del suolo in funzione della distanza, per diversi periodi di interesse e per diverse magnitudo dell’evento,
2) la descrizione realistica della amplificazioni locali attraverso l’uso della geologia del sito, ovvero caratterizzare gli effetti in situ che il campo d’onda produce al suo passaggio.

ShakeMap è implementato presso la Sala Sismica dell’INGV.
Il codice si basa sulla localizzazione e la magnitudo fornite dal personale in servizio H-24 presso la Sala Sismica dell’INGV; i dati dello scuotimento del suolo sono disponibili, in tempo reale, a scala nazionale, dalla Rete Sismica Nazionale Italiana e MedNet, due reti gestite dall’INGV, e dalla rete gestita dal Dipartimento della Protezione Civile (DPC), e a scala locale, dalle reti dell’Università degli Studi di Genova, dall’Università di Trieste, dall’OGS, dall’AMRA e dall’ETH.

Licia Faenza, Valentino Lauciani e Alberto Michelini compongono il team che si occupa di ShakeMap presso l’INGV. In un recente lavoro (scarica articolo), pubblicato sulla rivista scientifica Seismological Research Letters, a nome di Michelini Alberto, Faenza Licia, Lauciani Valentino e  Malagnini Luca, dal titolo “ShakeMap implementation in Italy”, sono spiegati i dattagli sull’implementazione del codice all’Italia

Le ShakeMaps sono pubblicate, e pubblicamente disponibili, sul portale web dell’INGV; sono calcolate per tutti i terremoti con Magnitudo 3.0 + che si verificano in Italia e nelle zone circostanti

ShakeMap è specificamente progettato per generare, in tempo quasi reale, le mappe del picco di massimo di scuotimento del suolo (PGM), inclusa l’accelerazione di picco del suolo (PGA), la velocità di picco del suolo (PGV), e la risposta in accelerazione spettrale (SA) a 0.3, 1.0 e 3.0 s, e l’intensità macrosismica strumentale in scala Mercalli Modificata.

Vai al sito delle Shakemaps

Articolo di Licia Faenza

Tratto dal sito dell’Istituto di geofisica e vulcanologia


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