Annuario Dati Ambientali 2010. Lo stato di salute del Paese

Nei giorni scorsi è stato presentato a Roma l’Annuario dei Dati Ambientali 2010, elaborato dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Una vera e propria “bibbia” che fotografa la situazione nel nostro Paese per quello che riguarda lo stato del territorio (dissesto idrogeologico, consumo di suolo, sismicità ecc.), le emissioni inquinanti nelle acque e in atmosfera, la biodiversità e molto altro ancora.

L’Annuario dei dati ambientali non è una forma di comunicazione in tempo reale di dati oggettivi, ma un documento di analisi dei trend dei fenomeni descritti”, ha commentato Bernardo De Bernardinis, presidente dell’Ispra. “Gli indicatori adoperati consentono l’esame della catena causa-effetto nel processo di impatto delle attività umane sull’ambiente, permettendo di verificare l’efficacia degli interventi adottati ed evidenziando la potenziale eventualità di situazioni critiche, se non emergenziali”.

Lo stato di salute del nostro Paese
Per quanto riguarda gli obiettivi del Protocollo di Kyoto si osserva che, a fronte di un impegno di riduzione delle emissioni di gas serra del 6,5% rispetto a quelle del 1990, l’Italia ha mostrato invece un incremento delle emissioni fino al 2004, mentre successivamente le emissioni mostrano un declino e negli ultimi anni si registra una drastica diminuzione delle emissioni a causa della crisi economico-finanziaria. In particolare, le emissioni di gas-serra nel 2009 sono state inferiori del 9,3% rispetto a quelle del 2008, e del 5,4% rispetto a quelle del 1990. Il periodo dal 2008 al 2012 rappresenta la finestra temporale in cui sarà valutato il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto (leggi anche Il business dei cambiamenti climatici).

Lo stato della qualità dell’aria continua a essere una delle emergenze ambientali principali. Per quanto attiene a questa problematica, ci si trova di fronte a una situazione complessa: in generale e a fronte di una diminuzione generalizzata delle emissioni in atmosfera di sostanze acidificanti: le emissioni di ossido di zolfo (SOX) sono diminuite dell’87,2%; quelle di ossido di azoto (NOX) del 51,3%; e quelle dell’ammoniaca (NH3) del 16,5%, si deve purtroppo constatare ancora una situazione di inquinamento preoccupante soprattutto per quanto concerne le polveri e l’ozono e il biossido di azoto. In Italia, nel 2009 il 45% delle stazioni di monitoraggio per il PM10 ha superato il valore limite giornaliero. I superamenti sono localizzati nelle grandi città, nell’area padana dove si raggiungono generalmente i livelli più alti.

Buone notizie per quello che riguardo lo stato delle acque interne (corsi d’acqua e laghi). Nel 2009, in Italia lo Stato Ecologico dei Corsi d’Acqua (SECA) non è particolarmente critico, se si considera che il 46% dei 549 punti monitorati ricade nelle classi di qualità “buona” e “ottima”, e il 35% nella classe di qualità “sufficiente”. Complessivamente, l’81% raggiunge gli obiettivi di qualità già previsti per dicembre 2008. La qualità dei laghi (Stato Ecologico dei Laghi – SEL), riferita a 12 regioni (una in meno rispetto al 2008) per un totale di 140 stazioni, ricade per un 37% nelle classi da “buono” a “ottimo”.

Notevole rilevanza ambientale ed economica riveste il fenomeno dell’erosione idrica del suolo, cioè l’asportazione della sua parte superficiale, maggiormente ricca in sostanza organica, per mezzo delle acque di ruscellamento superficiale (leggi anche Quarant’anni di politiche territoriali per la difesa del suolo).
L’Italia presenta anche un’esposizione al rischio da frana particolarmente elevato, a causa delle sue caratteristiche geologiche e morfologiche (il 75% del territorio nazionale è infatti montanocollinare).  In Italia sono state censite più di 485.000 frane che interessano un’area di oltre 20.700 km2, pari al 6,9% del territorio nazionale.
Nel periodo ottobre 2009-settembre 2010, si sono verificati 1.903 terremoti di Magnitudo maggiore o uguale a 2, distribuiti essenzialmente lungo l’arco appenninico e, in misura minore, lungo quello alpino. Nessun evento ha raggiunto,comunque, una Magnitudo confrontabile con quella dell’evento distruttivo che colpì L’Aquila nel 2009.

In merito all’inquinamento elettromagnetico, si comincia a riscontrare, a livello sociale, una diminuzione dell’intensa percezione del rischio, da parte della popolazione, legata all’esposizione ai campi elettromagnetici prodotti dalle radiofrequenze, generatasi a seguito del frenetico sviluppo dei sistemi di radio-telecomunicazione sul territorio nazionale. Nel 2009, in Italia, sono stati censiti 15.401 impianti Radio Televisivi (RTV) e 50.140 impianti di Stazioni Radiobase SRB.

Una nota positiva proviene dalle certificazioni ambientali. In Italia, dal 1998 a dicembre 2009, sono state rilasciate 332 licenze Ecolabel UE per un totale di 10.169 prodotti/servizi etichettati, distribuiti in 15 gruppi di prodotti. Dai dati si evince un trend positivo nel tempo 1998-2009 sia per le licenze Ecolabel UE rilasciate, sia per il numero di prodotti e servizi etichettati.

1. Tematiche in Primo Piano – Annuario dei Dati Ambientali 2010

2. Vademecum


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico