Ancoranti Metallici per utilizzo in calcestruzzo

Questo approfondimento sulla norma ETAG 001, relativa agli Ancoranti metallici per utilizzo in calcestruzzo, è apparso in origine sul numero di settembre del tabloid Ingegneri. L’autore, l’ing. Giuseppe Albano, è il responsabile del Servizio di Calcolo strutturale Maggioli Engineering (leggi anche: Calcolo strutturale per l’edilizia residenziale.)

Con lo spirito degli Eurocodici l’Unione europea ha cercato di uniformare ed eliminare le barriere commerciali e tecniche tra i vari Stati membri, dovute essenzialmente alla presenza di specifiche tecniche nazionali differenti da Paese a Paese.
La normativa di riferimento per gli ancoranti è la direttiva sui prodotti da costruzione, CPD, che descrive in modo generalizzato come dimostrare l’idoneità all’uso a cui è destinato un prodotto per l’edilizia (leggi anche: Compendio sulla direttiva sui prodotti da costruzione CPD).

Tale procedimento può essere ottenuto tramite un Benestare tecnico europeo (ETA) che fa riferimento a una linea guida armonizzata che nel caso dell’oggetto di questo articolo è da ricercare nell’ETAG 001, Ancoranti metallici per utilizzo in calcestruzzo.
L’aspetto importante e indispensabile è che nessuna normativa nazionale deve confutare le indicazioni previste in tali specifiche tecniche.

ETAG – Ancoranti
L’ETAG (Linee guida per il benestare tecnico europeo) è costituito da diverse parti, che brevemente vengono descritte nel seguito, e pone le basi per la valutazione degli ancoranti da utilizzare in calcestruzzo fessurato e non fessurato.

Si distinguono:
– Parte I, Ancoranti in generale
– Parte II, Ancoranti ad espansione a controllo di coppia
– Parte III, Ancoranti sottosquadro
– Parte IV, Ancoranti ad espansione a controllo di spostamento
– Parte V, Ancoranti chimici
– Parte VI, Ancoranti per applicazioni leggere
– Allegato A, Dettagli delle prove
– Allegato B, Prove per condizioni di servizio ammissibili
– Allegato C, Metodi di progettazione degli ancoraggi.

Nella Parte I vengono stabiliti i requisiti degli ancoranti, i criteri di accettazione e i metodi di valutazione degli stessi, metodologie di prova e controlli di qualità.

Gli ancoranti e il loro funzionamento hanno un elevato interesse in tutti i campi dell’edilizia, dai produttori agli ingegneri progettisti, fino ai costruttori e installatori specializzati. Il funzionamento preciso degli ancoranti, in base alle conoscenze attuali non è del tutto chiaro, in quanto sono molteplici i fattori che determinano la buona riuscita di un ancoraggio di qualunque natura e tipologia sia.
Motivo per cui è necessario effettuare prove che definiscano l’influenza della progettazione, della qualità del supporto (calcestruzzo), della qualità della posa e del tipo di carico, oltre innumerevoli altri parametri, variabili da cantiere a cantiere.

Nella Parte II si riportano i requisiti e i criteri relativi alle prove aggiuntive rispetto alla prima parte. Sono applicabili solo agli ancoranti a espansione a controllo di coppia. Vengono descritti i tipi e i principi di funzionamento di tali ancoranti a espansione che si distinguono in tipi a manicotto o in tipo a perno.

Nella Parte III vengono esposti i requisiti, i criteri e le informazioni di prova aggiuntive alla prima parte e relativi solo agli ancoranti a sottosquadro.

La Parte IV illustra le tipologie e i principi di funzionamento degli ancoranti a espansione a controllo di spostamento. Sono indicati anche i requisiti di funzionamento e i metodi di verifica correlati alla Parte I.

Nella Parte V vengono illustrate le caratteristiche fisico degli ancoranti chimici. Sono descritte le tipologie, le proporzioni della miscela, le tecniche di miscelazione e le tecniche di installazione. Sono indicati anche metodi di installazione corretta e le norme di igiene per il rilascio di sostanze pericolose. Ancora sono descritti i tipi di prove, condizioni di prova e numero delle medesime richieste per la idoneità degli ancoranti chimici. Esiste una sezione che descrive i criteri di scelta e la valutazione delle proprietà degli ancoranti per l’uso previsto. Tra i criteri di servizio ammissibili sono descritte le prove alla temperatura massima di lungo termine, di breve termine e alla temperatura minima di installazione.

La Parte VI, infine, descrive le principali caratteristiche già sopra elencate per gli ancoranti da indirizzare ad applicazioni leggere.

Terminologia
EOTA: Ente europeo per le omologazioni tecniche
L’ente ha la responsabilità di preparare le ETAG in linea con i mandati emessi dalla Commissione europea. Comprende gli enti di omologazione degli Stati membri.

ETAG: Linea guida per il benestare tecnico europeo
Costituisce un documento chiave per i produttori, gli enti di omologazione e i laboratori di prova. È un insieme di regole per le procedure di prova, le valutazioni e i metodi di progettazione in base ai quali gli ancoranti vengono testati e approvati. I prodotti non inclusi nello scopo preciso di una particolare ETAG possono essere trattati con una procedura speciale a seguito di un accordo tra gli enti di omologazione dell’EOTA.

ETA: Benestare tecnico europeo
Attesta l’idoneità del prodotto all’uso a cui è destinato e contiene dettagli della specifica dell’ancorante, le caratteristiche delle prestazioni, il metodo di progettazione da utilizzare e i limiti dell’applicazione. Indica la linea guida ETAG secondo il quale è omologato l’ancorante e quale opzione è prevista per la categoria di utilizzo.

Dichiarazione di conformità
La procedura della dichiarazione di conformità prescrive una prova di omologazione iniziale dell’ancorante da parte di un ente indipendente. Richiede inoltre il controllo della produzione dello stabilimento e la sua supervisione da parte di un laboratorio indipendente. Questo garantisce che sia il prodotto, sia le sue prestazioni rimangano invariate durante la regolare produzione rispetto a quelle testate nella procedura di omologazione.

ETAG 001 Ancoranti metallici per utilizzo in calcestruzzo
Prescrive una dichiarazione di conformità di alto livello dal momento che si tratta di applicazioni che comportano rischi per la sicurezza.

Marchio CE
Prima che il produttore possa apporre su un ancorante il marchio CE, tale prodotto deve essere in possesso di una ETA e aver ottenuto la dichiarazione di conformità. Il marchio permette alle opere edili di soddisfare le prescrizioni essenziali della direttiva sui prodotti da costruzione. Il marchio CE rende possibile la vendita dei prodotti in tutta la Comunità europea. Non è inteso come marchio di qualità, ma di fatto le prescrizioni sono abbastanza severe da poterlo considerare, in questo caso, come tale.
Al momento il marchio CE è già obbligatorio in molti Paesi membri della Comunità europea.

L’uso di ancoranti con il marchio CE, provvisti di Benestare tecnico europeo, presenta numerosi vantaggi sia per il progettista che per il posatore degli ancoranti.
Gli ancoranti omologati in conformità con il programma di prove e i criteri di valutazione riportati nella ETAG 001 corrispondono necessariamente allo “stato dell’arte” della tecnologia del fissaggio.
Vengono salvaguardate le responsabilità sia di chi prepara le specifiche tecniche sia di chi posa gli ancoranti.

L’indagine approfondita del funzionamento degli ancoranti nelle prove di idoneità significa che la sicurezza di posa è garantita e che gli ancoranti non sono sensibili a modifiche delle istruzioni di posa del produttore, che possono aver luogo durante il processo di fabbricazione. Si può fare affidamento sui valori di tenuta divulgati.

Progettare seguendo l’Allegato C dell’ETAG 001, adattato all’opzione specifica del Benestare tecnico, insieme ai vari strumenti informatici che aiutano nel processo di selezione, significa per il progettista sicurezza sulla scelta dell’ancorante più adatto. Questo garantisce una progettazione degli ancoranti con un margine di sicurezza adeguato. Il Benestare tecnico europeo (ETA) è accettato da tutti gli Stati membri – un vantaggio in caso di lavori eseguiti nella Comunità europea.

Il marchio CE degli ancoranti è una prova del controllo permanente della produzione interna della fabbrica durante il processo di fabbricazione, che viene regolarmente monitorato da un ente indipendente. Così, chi si occupa della preparazione delle specifiche tecniche può essere certo che il prodotto consegnato in cantiere possiede le stesse prestazioni che sono state testate nel corso del procedimento di omologazione.

Chi si occupa della posa degli ancoranti trae vantaggio dalle chiare istruzioni di posa che il produttore è tenuto a fornire, mentre i tecnici del cantiere possono identificare il prodotto posato grazie ai marchi obbligatori.
Nell’insieme, questa combinazione di vantaggi significa che tutti coloro i quali prendono parte alla costruzione, sia essa progettazione o realizzazione, possono contare sulla sicurezza a lungo termine degli ancoraggi utilizzati, compreso chi abiterà l’edificio e non sarà mai neppure lontanamente consapevole.

Articolo di Giuseppe Albano, Ingegnere e Responsabile del Servizio Calcolo strutturale Maggioli Engineering

Nella foto di apertura Schema della prova sperimentale per il calcolo della resistenza caratteristica in condizioni di esposizione al fuoco contro il cedimento del’acciaio in caso di sollecitazione di trazione centrale. Tratto da fischer Italia (modificato)


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