All’ingegnere il rimborso Inps

L’ingegnere o l’architetto che esercita in via non esclusiva la libera professione affiancandola ad attività di lavoro dipendente, deve versare all’INPS il contributo previdenziale obbligatorio, con la possibilità di addebitare al committente il 4 per cento del fatturato lordo a titolo di “rivalsa”, e a Inarcassa il contributo minimo pari al 2 per cento dei corrispettivi soggetti a Iva.

È quanto si legge nel messaggio n. 10172 del 6 maggio scorso dell’Inps che riepiloga i contenuti del chiarimento del Ministero del lavoro del 23 dicembre scorso.
La posizione di Inarcassa è diversa, sostenendo che il contributo soggettivo non è frazionabile.
Ai professionisti che cessano il rapporto di lavoro dipendente è richiesta la contribuzione sui redditi dell’intero anno e non solo di quelli realizzati al momento della ripresa dell’attività professionale in via esclusiva.

Per quanto riguarda, invece, la Gestione separata l’Istituto conferma “il rimborso dell’importo in questione direttamente al professionista o al committente (anche per la quota di un terzo trattenuta al collaboratore) a seguito di domanda presentata dagli aventi titolo”.


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