Adeguamento sismico dell’esistente: necessità o risorsa?

L’analisi di strutture esistenti è un argomento di grande attualità, sia per la comunità scientifica che per il mondo professionale, chiamati, ciascuno per la propria parte, a fornire un contributo significativo all’innalzamento delle soglie di sicurezza possedute dal patrimonio immobiliare esistente.
Il tema dell’adeguamento sismico dell’esistente rappresenta, attualmente, un argomento di sviluppo e applicazione diffusa. Esso comporta la modifica di strutture esistenti, per renderle più resistenti alle sollecitazioni di natura sismica, ma produce anche effetti positivi, per esempio, sui cedimenti fondali.

La necessità di adeguamento sismico si fa ogni giorno più pressante in conseguenza di una migliore comprensione della “domanda” sismica sulle strutture, comprensione che deriva, purtroppo, dalle esperienze di terremoti di forte, quando non violenta, intensità,che hanno colpito diversi Paesi.

Diffusa letteratura tecnica, in tema di valutazione sismica, retrofit e riabilitazione strutturale antisismica è disponibile un po’ in tutto il mondo. Il tema occupa e riguarda professionisti, tecnici e funzionari, che operano nel campo della progettazione, chiamati ad acquisire aspetti teorici e a dotarsi degli strumenti necessari alla applicazione delle metodologie di valutazione sismica e alla scelta delle diverse strategie di adeguamento degli edifici esistenti, conformemente al d.m. 14 gennaio 2008 e della relativa circolare 617.

L’ampio patrimonio di edifici progettati con normative precedenti a quella vigente, posti magari in zone che hanno subito una riclassificazione sismica, sottolinea l’importanza di fare uso di procedure affidabili per la valutazione di sicurezza degli edifici esistenti.

La maggior parte delle strutture esistenti, soprattutto quelle multipiano in c.c.a., ma non solo, possiedono irregolarità strutturali, in pianta e in elevazione. La scarsa cura dei dettagli costruttivi, quali i nodi, particolarmente sollecitati da un sisma, non consente poi di fare affidamento sulle doti di resistenza, deformazione e dissipazione energetica in campo post-elastico, ossia sulla duttilità.

La procedura di valutazione sismica è caratterizzata da diverse fasi, dalla conoscenza strutturale, comprendente anche lo studio dei dettagli strutturali, dei materiali e delle relative metodologie di indagine, sino alla verifica con il ricorso ai diversi metodi di analisi a disposizione dell’ingegnere, da quelle lineare a quelle non lineari, con i relativi criteri di verifica. Tra tutte le novità introdotte dalle NTC, fondamentale appare l’introduzione dei Livelli di Conoscenza, attraverso i quali è possibile definire le procedure per il rilievo geometrico-strutturale degli edifici, per la definizione dei loro dettagli strutturali, per la caratterizzazione meccanica dei materiali e per il metodo di analisi da utilizzare. Il rilievo con verifiche in situ si può attuare secondo tre gradi: limitate, estese, esaustive. Dette indagini sono caratterizzate dal crescente livello di conoscenza degli elementi costruttivi che a esse si associa. Esistono diverse strategie di intervento previste dalle NTC, suddivise in adeguamento, miglioramento e riparazione.

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Articolo dell’Ing. Pierpaolo Cicchiello, Strutturista, Collaboratore del Politecnico di Milano. L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di aprile 2010 del tabloid
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