Adeguamento sismico dell’esistente: i vantaggi

Concludiamo l’analisi dell’adeguamento sismico dell’esistente, rendendo partecipe il lettore dei vantaggi conseguibili con l’isolamento sismico alla base per l’adeguamento di edifici esistenti in c.c.a.

Le tecniche convenzionali di adeguamento sismico di una struttura in c.c.a. esistente, di solito, includono l’aggiunta di setti (shearing walls) e il potenziamento delle strutture di fondazione. La maggior parte di queste tecniche spesso porta a conseguenze costose, come le demolizioni, e i lunghi tempi di intervento, e quindi d’inutilizzo. Tali aspetti, associati con le tecniche convenzionali, spesso scoraggiano il proprietario dell’edificio a svolgere quello che negli USA (www.seismicretrofit.us) viene identificato come seismic retrofitting.

Un intervento di adeguamento di un edificio esistente in c.c.a. mediante l’isolamento alla base, in generale, determina un abbattimento delle forze sismiche, di entità tale che la resistenza disponibile in ogni elemento risulta essere di solito maggiore delle sollecitazioni indotte dalla combinazione dell’azione sismica con quella verticale.
Gli incrementi maggiori di performance sismica si ottengono per i pilastri. Occorre sottolineare che le sollecitazioni sulla struttura a base fissa sono stimate con uno spettro ridotto, che presuppone notevoli plasticizzazioni, difficilmente sostenibili dagli elementi strutturali degli edifici esistenti, mentre le sollecitazioni sulla struttura isolata sono ottenute con lo spettro elastico, che non presuppone richieste di duttilità alla struttura.

Per quanto riguarda la realizzabilità dell’intervento, l’unica attività sostanzialmente diversa, rispetto a un intervento tradizionale, è rappresentata dalla messa in opera dei dispositivi di isolamento. Una stima dei costi di realizzazione dell’intervento con la tecnica dell’isolamento alla base conduce a un risparmio complessivo dal 35 % al 60% rispetto a un intervento tradizionale. Ciò è dovuto al fatto che l’intervento con isolamento alla base interessa solo le fondazioni e il piano terra della struttura, mentre i livelli superiori non necessitano di alcun rinforzo. Un ulteriore aspetto a favore dell’isolamento, rispetto a quello tradizionale, risulta il livello di protezione sismica raggiunto dalla struttura, nettamente superiore. Un adeguamento mediante isolamento alla base possiede, rispetto ai metodi tradizionali, il vantaggio di essere meno invasivo, consentire un livello di protezione maggiore e comportare minori costi complessivi.

In conclusione, possiamo affermare che, per la disponibilità di competenze e tecnologie, anche nell’ottica di un recupero del costruito in luogo dell’utilizzo di un territorio la cui disponibilità va sempre più diminuendo, le possibilità offerte dall’adeguamento sismico dell’esistente rappresentano una preziosa risorsa per il sistema Paese, da valorizzare anche, ce lo si auspica, con il favore di incentivi economici di tipo fiscale che estendano, al settore delle strutture, le prospettive di riqualificazione dell’esistente oggi applicate in ambito energetico.

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Articolo dell’ing. Piepaolo Cicchiello, Strutturista, Collaboratore del Politecnico di Milano. L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di aprile 2010 de tabloid Ingegneri

Bibliografia
LANG K., Seismic vulnerability of existing buildings, Switzerland, 2002.
MARTELLI A., SANNINO U., PARDUCCI A., BRAGA F., Moderni sistemi e tecnologie antisismici.
NEHRP Recommended provisions for seismic regulations for new buildings and other structures FEMA, Washington DC, USA.
POLESE M., VERDERAME G.M., MANFREDI G., COSENZA E., Modelli semplificati per le analisi di vulnerabilità a larga scala di edifici in c.a., 2004.


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