Abolito il SISTRI. Le sorprese non finiscono mai!

È dunque ufficiale. Con il decreto legge 138/2011 il Governo ha dato un colpo di spugna e ha abolito il SISTRI. Tutto finito e tante grazie a tutti. Dopo tante proroghe e le ultime roventi polemiche sul (non) funzionamento del sistema a seguito del Click Day dell’11 maggio scorso, si era convenuto di fare slittare l’operatività del SISTRI al 1° settembre. Poi, però, la crisi finanziaria di agosto e la manovra correttiva del Governo per la stabilizzazione finanziaria e lo sviluppo hanno fatto letteralmente saltare il banco e tanti saluti al SISTRI.

Ci pare giusto, però, fare alcune considerazioni su questa vicenda che ha raggiunto i contorni della farsa.

Ma si risparmia davvero senza SISTRI?
L’abolizione del SISTRI rientra nel capitolo del d.l. 138/2011 riguardante Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo e abroga, con effetto immediato, il comma 2 lettera a) dell’art. 188-bis, l’articolo 188- ter e il 260-bis del d.lgs. 152/2006 e s.m.i.
È lecito chiedersi quale sia il risparmio ottenuto con questo provvedimento che, in ogni caso, dovrà essere confermato in sede di conversione in legge del decreto.
Il sistema di tracciabilità dei rifiuti era, proroghe e polemiche a parte, già in fase avanzata di sviluppo e sono stati investiti moltissime risorse, sia da parte pubblica che da parte privata. Quale risparmio si ottiene abolendo il SISTRI a 15 giorni dalla sua piena operatività?

Effetto boomerang. Chi risarcisce le spese già sostenute?
La seconda considerazione segue a ruota la precedente. Imprese private ed enti pubblici hanno, come detto, sostenuto ingenti spese per l’iscrizione al SISTRI, per l’adeguamento delle procedure, per l’installazione delle black box, per imparare a capire il sistema ecc., ecc.
Gli operatori che hanno già versato il contributo 2011 saranno risarciti? Da chi?
E, in ogni caso, il tempo e il denaro speso per frequentare corsi specifici e per la consulenza di esperti sono state letteralmente buttati via.

E ora?
Abolito il SISTRI che succede? Su questo punto, almeno, non ci dovrebbero essere dubbi: valgono le regole precedenti che, a dire il vero, sono sempre state in vigore. Quindi ancora con registri di carico/scarico, compilazione MUD e così via. In effetti anche il d.l. 138/2011 su questo punto è estremamente chiaro: “resta ferma l’applicabilità delle altre norme in materia di gestione dei rifiuti; in particolare, ai sensi dell’articolo 188-bis, comma 2, lettera b), del d.lgs. 152/2006, i relativi adempimenti possono essere effettuati nel rispetto degli obblighi relativi alla tenuta dei registri di carico e scarico, nonché del formulario di identificazione di cui agli art. 190 e 193 del d.lgs. 152/2006 e successive modificazioni”.

A questo punto aspettiamo la prossima puntata della telenovela.

di Mauro Ferrarini


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